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Ultima Generazione a via del Corso: attivisti incollati ai negozi e vernice arancione sulle vetrine

Blitz degli attivisti di Ultima Generazione in via del Corso a Roma. I manifestanti hanno imbrattato le vetrine di Nike e Footloker con della vernice arancione e si sono incollati agli ingressi dei negozi.
A cura di Alessia Rabbai
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Gli attivisti di Ultima Generazione hanno fatto un blitz a via del Corso, imbrattando con della vernice arancione le vetrine dei negozi. L'azione dimostrativa è avvenuta intorno alle ore 11 di oggi, martedì 14 maggio, nella strada dello shopping, nel centro storico di Roma. Sette persone hanno colorato il marciapiede davanti all'ingresso di alcuni negozi e le vetrine di Nike e Footlocker. Davanti ai passanti hanno srotolato striscioni con scritto "1 ottobre Giustizia Piazza del Popolo" e "Fondo Riparazione". Gli attivisti si sono poi incollati con le mani alle porte di ingresso dei negozi. L'azione dimostrativa degli ambientalisti rientra nella campagna "Fondo Riparazione" Generazione. La protesta è durata fino alle ore 11.55, quando sono arrivati i poliziotti, che li hanno portati in questura per l'identificazione.

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Gli ambientalisti: "Questa estate sarà emergenza caldo"

Gli ambientalisti di Ultima Generazione protestano con l'avvicinarsi dell'estate: "Vogliamo ricordare che l’anno scorso sono morte 62mila persone per il caldo in Europa. Per salvaguardare il nostro territorio e la sua cittadinanza, è fondamentale un profondo cambiamento del nostro sistema". La richiesta degli attivisti è "di un Fondo Riparazione preventivo, permanente e partecipato, da prevedere annualmente nel bilancio dello Stato. I soldi dovranno essere ottenuti attraverso l'eliminazione dei Sussidi Ambientalmente Dannosi (SAD), la tassazioni degli extra-profitti delle compagnie fossili, il taglio di stipendi premi e benefit ai loro manager, delle enormi spese della politica e delle sempre più ingenti spese militari. Per questo continueremo a scendere in strada, a fare azioni di disobbedienza civile nonviolenta, assumendoci la responsabilità delle nostre azioni, affrontando la repressione, tribunali e processi".

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