Trova lettere d’amore del 1942 a Porta Portese e si mette alla ricerca dei proprietari: le risponde il nipote

"Salve, sono i miei nonni che si scrivono le lettere. Roberto è mio papà, le bambine di cui parla sono le mie zie". Così Camilla, una ragazza romana appassionata di antiquariato, è riuscita a trovare i legittimi proprietari di quel tesoro nascosto che ha trovato, per caso dentro a una scatola di latta che inizialmente, probabilmente, conteneva dei cioccolatini, decine e decine di lettere.
"Un ritrovamento avvenuto per caso mentre stavo curiosando fra i banchi del mercato di Porta Portese – ha spiegato a Fanpage.it – Poi ho visto che le lettere erano indirizzate a una via a Prati. Sono cresciuta nello stesso quartiere. E ho pensato che se fossero stati i miei nonni, sarebbe stato carino riaverle indietro". E così deve aver pensato anche il nipote di mittente e destinatario che, una volta visto il post in uno dei vari gruppi di quartiere, ha scritto a Camilla, chiedendo di riconsegnargliele.
La passione dell'antiquariato di Camilla e lo studio delle lettere
"Sono appassionata di antiquariato da sempre, è un interesse che mi ha trasmesso la mia famiglia. Così qualche settimana fa, quando ci siamo imbattuti in una scatola di latta mentre passeggiavamo fra i banchi del mercato di Porta Portese l'abbiamo acquistata. È stato mio padre a prenderla: c'era l'immagine di una bambina bionda con gli occhi chiari. L'ha vista e gli ricordava me da bambina. Soltanto dopo abbiamo scoperto che al suo interno c'erano decine e decine di lettere".
Una fitta corrispondenza fra una giovane donna e un uomo, ma anche letterine di tre bambini indirizzate alla Befana. "Così ho iniziato ad analizzarle, con la curiosità di capire a chi appartenessero, la storia che c'è dietro. Ho chiesto anche ai venditori del banco in cui le ho acquistate: mi hanno detto che non ne sapevano niente", spiega a Fanpage.it.
"Non è la prima volta che mi imbatto in lettere del genere. Ne ho diverse a casa, anche cartoline dei primi del Novecento. Mi entusiasma andare a capire la storia che c'è dietro queste lettere. E stavolta, oltre al contenuto dei messaggi, c'erano indirizzi precisi, nomi e cognomi. Alcune erano indirizzate a viale Germanico, a Prati, nel quartiere in cui sono cresciuta. Ed è stato subito come se ci fosse un legame con me e quella storia".
Le lettere fra i due innamorati dagli anni Quaranta
La scatola era molto vecchia e aveva un adesivo dietro che richiamava una cioccolateria di Torino, mentre le lettere erano indirizzate a Roma, in una via che Camilla conosce molto bene. "Alcune arrivano da Genova, si parla dei bombardamenti. Risalgono ai primi anni Quaranta", spiega.
"Noi siamo in pericolo ci sono gli allarmi, andiamo sempre a ripararci nei tunnel", si legge in una di queste lettere. Ma oltre a raccontare le condizioni di vita complicate nella guerra, descritte con una grafia impeccabile ed elegante come quelle tipiche di un tempo ormai passato, si tratta di lettere d'amore. Oltre a queste, scritte più di recente ci sono anche quelle dei bambini per la Befana. "Io le sto trascrivendo su Word, per cercare di decifrare bene quanto raccontano – spiega ancora – Scrivere in calligrafia non aiuta quando occorre mettersi a rileggere".
Ma la carta, immaginare tutte le mani che hanno scritto con amore quelle righe e le altre che, invece, le hanno aperte dopo trepidante attesa, rappresentano un patrimonio inestimabile. "E sono passate per chissà quante mani prima di arrivare a me. Così ho deciso di recarmi all'indirizzo segnato. Al citofono non c'è nessuno con il cognome riportato nella busta, anche se per qualche voce c'era soltanto il numero dell'interno. Mi sarebbe piaciuto trovare qualcuno, qualche nipote, per potergliele restituire".
A chi appartengono le lettere trovate da Camilla a Porta Portese: rintracciato un nipote
Ma Camilla non si è arresa e allora ha condiviso un post sui social network, affidandosi ai gruppi di quartiere di Facebook, dove ha condiviso tutti i dati che aveva a disposizione. La firma del mittente è sempre la stessa e la destinataria dei messaggi anche. È una donna e si chiama Maria. Fino al 1942 appare con un cognome, poi lo cambia. L'ipotesi è che possa aver cambiato cognome dopo il matrimonio, come si usava all'epoca.
"Adesso ci sono i social, vengono utilizzati tantissimo per queste cose. E ho sperato che qualcuno, anche un lontano parente, potesse riconoscere qualche membro della sua famiglia – continua – Le lettere ripercorrono questa storia d'amore a distanza. In una lui è arrabbiato perché Maria non si è presentata all'appuntamento, lei si sente in colpa per non aver risposto a una telefonata. Il cambio cognome, i bambini. La storia di una famiglia intera passa per queste lettere. E alcune sono lunghissime, anche più di 10 pagine. Alcune sono state scritte fra il Quaranta e il Quarantadue, quando probabilmente lui era in guerra. Altre sono più recenti, degli anni Cinquanta, del 1969 e ancora del 1987. A un certo punto c'è un cambio di indirizzo che porta alla Balduina".
Nell'annuncio postato sui social, Camilla ha inserito tutti i dati che possano fare chiarezza e portare a risalire alla propria famiglia. "Io mi aspetto che mi arrivi l'effetto sorpresa. E che da un momento all'altro possa contattarmi qualche familiare. E di incontrarli, per poter consegnare loro tutto questo tesoro di storia, familiare e non solo. Spero anche di capirci qualcosa: chi era Maria, chi era il marito, se i bimbi delle letterine alla Befana fossero i figli".
E meno di due giorni dopo è arrivata la risposta sotto al post. "È la prima volta che provo a risalire alla famiglia. E ci sono riuscita. Stavolta avevo davvero tutti i dettagli necessari. E così, poco tempo dopo, è arrivato il messaggio. "Maria era mia nonna, sono il figlio di Roberto. Le altre due bimbe citate sono le mie zie", ha scritto.
"Non avrei mai pensato di riuscirci in così breve tempo, ne sono felice perché alla fine la condivisione ha fatto la sua parte ed è stato grazie a un semplice post che si è chiuso un cerchio. Presto ci incontreremo. E gli restituirò questo tesoro immenso".