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Troupe della Rai aggredita mentre riprendeva stabili occupati dagli anarchici a Roma

Operatori del TGR Lazio aggrediti mentre riprendevano stabili occupati dagli anarchici al Quadraro. L’azienda: “Uno è ferito, danneggiata l’attrezzatura”.
A cura di Francesco Esposito
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Immagine di repertorio
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Una troupe del TGR Lazio della Rai è stata aggredita mentre effettuava delle riprese di alcuni stabili occupati da gruppi anarchici al Quadraro a Roma. A darne notizia è la stessa azienda televisiva attraverso una nota stampa, in cui si spiega che l'operatore e un assistente stavano riprendendo "stabili occupati dagli anarchici dopo la morte di due attivisti che stavano fabbricando una bomba", si legge. "L’ aggressione ha causato il danneggiamento delle attrezzature e il ferimento di un operatore, a cui sono state prestate le cure in ospedale – continua la nota stampa della Rai -. A lui va la nostra piena solidarietà e l’augurio di una pronta guarigione".

La troupe stava girando e raccogliendo immagini per un servizio giornalistico circa le indagini sulla morte di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, i due anarchici morti in un esplosione mentre costruivano un ordigno artigianale in un casolare abbandonato nel Parco degli Acquedotti giovedì 19 marzo.

La Scientifica nel Parco degli Acquedotti
La Scientifica nel Parco degli Acquedotti

"Si tratta di un fatto inaccettabile che colpisce non solo i professionisti coinvolti, ma anche il diritto dei cittadini a essere informati. Ogni forma di violenza nei confronti di giornalisti e operatori dell’informazione rappresenta un attacco alla libertà di stampa e ai principi democratici", continua la nota della Rai.

Sull'aggressione è intervenuto anche il sindacato giornalistico Usigrai: "Al collega la nostra vicinanza e solidarietà. La memory card su cui erano registrate le immagini è stata ritrovata dopo qualche ora a terra da un giornalista della Tgr Lazio – si legge in una nota – Si tratta dell'ennesima aggressione a operatori dell'informazione, non è tollerabile che esistano zone dove i media non possono svolgere il loro lavoro, peraltro sulla pubblica piazza. Auspichiamo che l'autorità giudiziaria disponga rapidamente indagini su questa vile aggressione", conclude il sindacato.

Le indagini sull'esplosione in cui sono morti due anarchici

Nella notte di sabato gli agenti della Digos hanno perquisito cinque appartamenti di soggetti ritenuti vicini all'area anarco-insurrezionalista. È stato requisito del materiale, che però non sarebbe riconducibile all'esplosione. Sono stati sentite due persone, ma non ci sono ancora elementi che possano far pensare a un loro coinvolgimento con l'azione che Mercogliano e Ardizzone volevano portare a termine.

Gli investigatori stanno cercando di capire quale fosse l'obiettivo dei due e come si siano procurati il materiale per confezionare la bomba. Sul caso lavora anche il Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (Casa), presieduto dal ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. Al momento le ipotesi sono quelle di un attacco contro la rete ferroviaria, il gruppo Leonardo, società attiva nel settore della difesa, oppure il Polo Tuscolano della polizia, dove ha sede anche l'Antiterrorismo.

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