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Termovalorizzatore a Santa Palomba, indagato ex presidente di Ama e il perito che ha valutato i terreni

Ama avrebbe pagato 7,5 milioni terreni stimati poco più di 4 per realizzare il nuovo termovalorizzatore. La procura di Roma indaga per truffa, a breve gli interrogatori.
A cura di Francesco Esposito
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Il termovalorizzatore di Santa Palomba secondo il progetto di Acea
Il termovalorizzatore di Santa Palomba secondo il progetto di Acea

Emergono nuovi dettagli sull'inchiesta della Procura di Roma in merito all'acquisto dei terreni di Santa Palomba per realizzare il nuovo termovalorizzatore. Daniele Pace, ex presidente di Ama e poi membro del Consiglio di amministrazione, e il geometra Umberto Linari, autore della perizia sull’area, sono finiti nel registro degli indagati. Secondo i magistrati Giuseppe De Falco e Rosalia Affinito, i due avrebbero avuto un ruolo nell’operazione che ha portato la municipalizzata ad acquistare i terreni a un prezzo superiore rispetto al loro valore reale.

Pagato 7,5 milioni un terreno che ne valeva quattro

L’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato e a breve sono previsti gli interrogatori. Al centro dell’inchiesta c’è lo scarto tra il valore attribuito all’area e quanto effettivamente versato. Secondo diverse valutazioni tecniche, i terreni varrebbero poco più di 4 milioni di euro, mentre Ama ne ha pagati circa 7,5. Una differenza che per la Corte dei Conti configura uno spreco di risorse pubbliche e che, sul piano penale, viene ora letta come possibile truffa, di cui, però, non solo i venditori sarebbero responsabili. Dal Campidoglio, intanto, è stato ribadito che il percorso per la realizzazione dell’impianto non subirà rallentamenti e proseguirà secondo i tempi previsti.

Secondo la ricostruzione investigativa, la Immobiliare Palmiero srl — che avrebbe avviato la liquidazione subito dopo aver incassato il pagamento — avrebbe beneficiato di una plusvalenza molto elevata. A incidere sarebbero stati due elementi: la perizia redatta da Linari, ritenuta lacunosa, e il voto favorevole espresso dal Consiglio di amministrazione di Ama. Pace sarebbe stato a conoscenza di valutazioni diverse sul valore dei terreni ma non le avrebbe condivise con gli altri componenti del Consiglio, che in larga parte si espressero a favore dell’acquisto. Solo pochi votarono contro.

La procura indaga per truffa

Nel mirino anche le modalità con cui è stata condotta l’operazione: Pace si sarebbe affidato alla perizia senza richiedere ulteriori approfondimenti, mentre il documento tecnico viene ritenuto superficiale. La procura evidenzia le stesse criticità erano già state riscontrate dalla Corte dei Conti: non si chiarisce se l’area fosse libera oppure occupata, né si rileva la presenza di strutture edilizie o del fosso demaniale della Cancelliera che attraversa l'area. E ancora, non viene "specificato l’effettivo proprietario del bene alla data della stima e quale sia la provenienza del bene stesso" né quando è stato effettuato il sopralluogo.

Per i magistrati contabili, queste carenze si inseriscono in un quadro più ampio in cui ci sarebbe stato un accordo o comunque una convergenza d'intenti per gonfiare il reale prezzo di mercato del terreno di Santa Palomba. Questo a danno della stessa Ama Spa, che già dopo la notizia dell'indagine della Corte dei Conti aveva difeso l'operazione e confidato nell'operato della magistratura. Intanto, il caso potrebbe allargarsi ulteriormente: diversi esposti presentati da comitati cittadini e dal Movimento 5 Stelle sono già al vaglio e potrebbero aprire nuovi sviluppi investigativi.

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