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Suicidio di Paolo Mendico, nuova denuncia dei genitori: “Due audio provano che la preside sapeva”

Nella nuova querela del padre, Giuseppe Mendico, due audio che dimostrerebbero che docenti e preside sapevano delle violenze subite dal 14enne, ma non sarebbero intervenuti.
A cura di Francesco Esposito
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Paolo Mendico (Foto da Facebook)
Paolo Mendico (Foto da Facebook)

Due messaggi vocali di sette minuti circa che dimostrerebbero come la scuola sapesse del pesante bullismo di cui era vittima in classe Paolo Mendico, il ragazzo di 14 anni suicidatosi l'11 settembre 2025 in provincia di Latina poco prima dell'inizio dell'anno scolastico. Sono contenuti nella nuova querela per falsa testimonianza e negligenza presentata dal padre del giovane, Giuseppe, nei confronti della preside.

Docenti e personale amministrativo, sostengono i familiari di Paolo, sarebbero stati a conoscenza degli episodi di violenza e umiliazione a cui il ragazzo era soggetto, ma non avrebbero fatto niente, neanche dopo le segnalazioni da parte dei genitori. Inoltre, la dirigente scolastica, "nella relazione degli ispettori" del Ministero dell'Istruzione, avrebbe "riferito sommariamente il comportamento della classe", senza parlare delle reali dinamiche che avvenivano nell'aula e nei corridoi dell'istituto. Situazioni che, come riporta il Messaggero, sarebbero invece ben descritte in due audio di 3.28 e 3.58 minuti inviati dalla rappresentante dei genitori nella chat di gruppo della classe il 25 febbraio 2025.

I genitori del ragazzo morto suicida: "La scuola sapeva del bullismo"

I messaggi consegnati ai carabinieri da Giuseppe Mendico dimostrerebbero come la preside fosse a conoscenza di tutto e che, anzi, rimase negativamente sorpresa del comportamento dei compagni di classe di Paolo, in particolare di quattro di loro. Negli audio il loro nomi non sono riportati, ma sarebbero gli stessi segnalati dalla famiglia e su cui la Procura dei minori ha aperto un fascicolo d'indagine per stalking.

Un gruppo di bulli per cui non sarebbero stati provvedimenti punitivi e per cui la preside avrebbe espresso solo suggerimenti educativi. In particolare, avrebbe detto ai docenti di provare a isolare i quattro del resto del gruppo classe, per non farli sentire leader. Troppo poco secondo i genitori di Paolo, che contestano anche il comportamento della vice preside, che era stata informata in maniera più approfondita su alcuni episodi di cui era stato vittima il figlio. Il comportamento della dirigenza non sarebbe cambiato neanche dopo che il 14enne subì un'aggressione fisica, venendo sabattuto al muro.

Proseguono le indagini della procura dei minori e di Cassino

Non si sa se da questa nuova denuncia si apriranno nuovi filoni d'indagine, ma i genitori, Giuseppe e Simonetta, continuano a chiedere giustizia e provvedimenti contro l'istituto: "La responsabilità è da rintracciare a scuola: non è un caso se, circa 15 giorni dopo la morte di nostro figlio, si è verificato un altro episodio di bullismo – aveva detto il padre di Paolo ai microfoni di Fanpage.it -. I genitori di questo ragazzo hanno dovuto denunciare perché sono stati derisi dalla preside e dalle altre insegnanti".

Intanto, sulla morte di Paolo Mendico sono in corso due inchieste. La prima, come detto, è portata avanti dalla Procura dei minori di Roma e vede i quattro ragazzi, oggi fra i 16 e i 17 anni, sotto accusa per atti persecutori. La seconda è coordinata dalla Procura di Cassino, e sembra essere indirizzata a chiudersi per istigazione al suicidio.

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