28 CONDIVISIONI
video suggerito
video suggerito

Stupro di Capodanno a Primavalle, c’è un’altra vittima: “Violentata dal fidanzato”

La seconda vittima sarebbe una giovane, minorenne all’epoca dei fatti, indagata a sua volta per violenza sessuale su Sara, la ragazza che ha denunciato quanto accaduto quella notte nella villa a Primavalle.
A cura di Natascia Grbic
28 CONDIVISIONI
Immagine

Una seconda ragazza è stata stuprata nella villa di Primavalle dove tra il 31 dicembre 2020 e il primo gennaio 2021 è stata violentata Sara (nome di fantasia), la studentessa minorenne aggredita da almeno quattro giovani e per il quale è già finito a processo il 19enne Patrizio Ranieri.

Secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera, la chiusura delle indagini della procura ha accertato la presenza di un'altra vittima: si tratta di un'altra ragazza, anche lei minorenne all'epoca dei fatti, indagata a sua volta per violenza sessuale dalla procura dei Minori. Per l'accusa, la giovane avrebbe costretto Sara ad avere un rapporto con lei e il suo fidanzato. Quest'ultimo però, oltre che di Sara, avrebbe abusato anche di lei dato che si trovava in uno stato totalmente alterato dopo aver preso alcol e droghe. L'avvocato del giovane nega che ci sia stata violenza.

Sono sei le persone indagate per lo stupro ai danni di Sara e per lo spaccio di droga avvenuto quella notta. Tutte rischiano di finire a processo: le accuse sono, a vario titolo, violenza sessuale di gruppo, lesioni, cessione di stupefacenti, detenzioni di arma da fuoco e minacce. Per quest'ultimo reato è indagato un giovane accusato di aver puntato una pistola al faccia al nipote dell'ex premier Ciriaco De Mita, a sua volta accusato di aver ceduto cocaina a tre minorenni.

Le indagini su quanto accaduto la notte di Capodanno a Primavalle sono durate quasi due anni. La ragazza vittima dello stupro, abusata da diversi giovani presenti alla festa, vive ora in un luogo protetto e ancora risente di quanto accaduto in quella casa. Nessuno l'ha aiutata, nemmeno quelli che fino a poco prima credeva fossero i suoi amici. Anzi, quando ha espresso la volontà di voler denunciare, le sono andati tutti contro, insultandola e facendole credere che quanto accaduto fosse colpa sua. Qualche mese dopo, la giovane ha tentato il suicidio.

28 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views