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Sparatoria a Fidene

Strage di Fidene, il verbale smentisce Palazzo Chigi: “Chiesto di non processare il killer”

Le parti civili del processo sulla strage di Fidene smentiscono quanto dichiarato ieri da Palazzo Chigi in una nota: “L’avvocatura dello stato ha chiesto una sentenza di non luogo a procedere”.
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A cura di Simona Berterame
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Sparatoria a Fidene

L'avvocatura dello stato  “per i responsabili civili ministero della Difesa e ministero dell’Interno, insiste nell’istanza già formulata alla scorsa udienza e chiede sentenza di non luogo a procedere”. Lo si legge nero su bianco nel verbale dell'udienza preliminare del 27 novembre 2023, al termine della quale il Gup Roberto Saulino ha deciso di rinviare a giudizio Claudio Campiti per aver ucciso a colpi di pistola quattro donne durante una riunione di condominio a Fidene.  Il documento è stato recuperato da tre difensori delle parti civili, Luca Cococcia, Nicola Finamore e Massimo Duca per dimostrare che l'avvocatura aveva chiesto di non andare avanti con il processo e quindi di liberare Claudio Campiti. "Chiedere il non luogo a procedere equivale a chiedere di non fare il processo – spiega ai nostri microfoni l'avvocato Cococcia, difensore del marito di una delle quattro vittime – una richiesta che non ha formulato neanche l'avvocato di Campiti che ha chiesto giustamente di andare a giudizio". Le parti civili avevano già manifestato il loro disappunto per questa richiesta il giorno stesso dell'udienza e poche ore dopo è arrivata una nota di smentita da parte di Palazzo Chigi.

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La nota di Palazzo Chigi

Da ieri sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri si legge: "Relativamente al giudizio a carico di Claudio Campiti per l’omicidio di Fabiana De Angelis, Nicoletta Golisano, Elisabetta Silenzi e Sabina Sperandio, l’Avvocato dello Stato non ha mai chiesto nell’udienza preliminare che non si procedesse a carico dell’imputato. La richiesta di estromissione come responsabili civili del Ministero dell’interno e del Ministero della difesa non è stata accolta da parte del giudice, che quindi nel corso del giudizio accerterà pienamente i profili di responsabilità".

La replica delle parti civili

Una replica che ha quindi "costretto" i dodici avvocati, che rappresentano le vittime e i sopravvissuti, a mostrare il verbale dell'udienza per dimostrare inequivocabilmente la richiesta fatta dall'avvocatura dello Stato. In un messaggio congiunto hanno prima commentato quanto accaduto in aula definendola "una posizione davvero inaccettabile da un apparato dello Stato che, con tale richiesta al GUP, ha sostanzialmente richiesto di non processare e magari liberare Claudio Campiti". Infine si sono rivolti alle istituzioni chiedendo che "Palazzo Chigi spinga con ferma determinazione i Ministeri della Difesa e dell’Interno ad assumersi le loro responsabilità, che sono sotto gli occhi di tutti, per la sottrazione dell’arma dal poligono di tiro grazie ad una clamorosa falla nella sicurezza e per l’omessa vigilanza da parte di chi sapeva e doveva controllare". Concludono affermando che "le famiglie delle vittime si aspettano che lo Stato dispensi giustizia per le gravi responsabilità e provveda immediatamente ai risarcimenti per le parti civili evitando di dispensare inaccettabili prese di posizione in aula e note stampa evidentemente inesatte".

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