Hanno fatto moltissima impressioni le foto degli storni morti la notte di Capodanno. Centinaia di esemplari riversi in strada, ormai senza più vita, per i quali non c'è stato nulla da fare. Subito si è puntato il dito contro i ‘botti' di Capodanno, razzi, petardi e fuochi d'artificio che da giorni vengono sparati a Roma. E, nonostante l'ordinanza della sindaca Virginia Raggi, allo scoccare della mezzanotte i botti sono fioccato in ogni angolo della capitale per salutare il nuovo anno.

Gli storni spaventati dai botti di Capodanno

A fare chiarezza sul decesso degli storni nei pressi della stazione Termini di Roma è intervenuto il Centro recupero fauna selvatica Lipu di Roma. La morte degli uccelli è stata causata dai botti di Capodanno? Purtroppo si. "In quel punto c'è un grosso dormitorio, gli storni sono animali sociali e la notte formano dei dormitori sulle alberature che possono arrivare a contare molte migliaia di individui – spiega la Lipu – L‘esplosione dei botti ha spaventato gli animali che si sono alzati in volo contemporaneamente, in maniera disordinata e al buio e molti individui hanno sbattuto tra di loro e contro i fili sospesi e le barriere architettoniche tipiche del centro città. Questo ha causato la morte di un centinaio di individui e il ferimento di altri".

Perché gli altri anni non è mai accaduto?

In molti si sono chiesti come mai solo adesso si è verificata la strage degli storni, e non negli altri anni. In tanti hanno dato la colpa principalmente ai cambiamenti climatici, ma in realtà il motivo è un altro. Ossia che quest'anno il comune di Roma non ha montato i dissuasori nelle zone centrali. "Gli storni negli ultimi anni hanno diminuito la loro presenza in centro a Roma, forse anche come conseguenza degli interventi di dissuasione operati ormai da quasi venti anni – spiega la Lipu – Negli ultimi due anni, al 31 dicembre, non c'era nessun dormitorio presente o comunque non così numeroso. Quest'anno invece gli storni sono tornati al centro di Roma e non essendo stato fatto nessun intervento di dissuasione sono rimasti sul posto fino ad oggi in grandissimi numeri. E' per questo motivo che è successo quest'anno. Episodi simili si sono registrati comunque anche negli anni passati soprattutto tra il 2003 e il 2010 quando la presenza di questi animali a Roma era davvero importante".