Spiata, uccisa a coltellate e chiusa in valigia: la storia di Ilaria Sula, ammazzata dall’ex a Roma

IL 26 marzo 2025 Ilaria Sula è stata uccisa a coltellate dal suo ex fidanzato Mark Samson. Il delitto si è consumato nell'abitazione di via Homs a Roma, dove il ragazzo viveva insieme ai genitori. In casa era presente anche la madre di Samson, Nors Manlapaz. Sarà lei ad aiutare il figlio a ripulire la sua camera dopo l'omicidio e per giorni manterrà il segreto. I due proveranno a proteggersi a vicenda fino a che non saranno scoperti. Ma dopo pochi giorni, mentre il corpo di Ilaria Sula giace in un dirupo all'interno di una valigia, il castello di bugie innalzato da Mark Samson crolla. E ad incastrarlo sarà anche il telefonino dell'ex fidanzata che per giorni aveva tenuto con sé, tentando di allontanare i sospetti da lui.
Il ruolo dei telefonini
Ed è proprio lo smartphone un elemento centrale della storia di Ilaria Sula. Lo è prima del delitto perché Mark Samson lo usa per spiare Ilaria, dopo aver rubato le password dei suoi account social e geolocalizzato la sua posizione. Lo è pochi attimi prima, secondo il racconto di Mark Samson, perché il femminicidio sarebbe avvenuto dopo aver visto alcune conversazioni tra Ilaria e un ragazzo conosciuto su Tinder. E lo è soprattutto dopo il delitto, perché Mark Samson non solo conserva il telefonino di Ilaria Sula ma lo usa spacciandosi per lei con i genitori, con le amiche. E sarà proprio grazie a quel telefonino che Mark Samson verrà incastrato dagli inquirenti.
La scomparsa

"Oii Ila ma dove sei?"
"Per favore rispondi"
"Stai facendo preoccupare tutti"
È il 29 marzo. Mark Samson invia questi messaggi alla sua ex. I genitori della ragazza hanno da poco dato l’allarme. Ilaria Sula è sparita. Quella mattina sarebbe dovuta tornare a Terni, il fratello la stava aspettando alla stazione ma lei non è mai arrivata. Flamur e Gezime, papà e mamma di Ilaria, dopo aver provato più volte invano a contattare la figlia si sono messi in viaggio verso Roma. Durante il tragitto, contattano le amiche e le coinquiline di Ilaria e scoprono che Ilaria non è rientrata a casa dal 25 marzo. "Ha scritto di essere a Napoli con un ragazzo conosciuto online" riferiscono alla mamma di Ilaria. "Non ho creduto neanche ad una parola, mia figlia non avrebbe mai fatto una cosa del genere per poi svanire nel nulla" ci racconta Gezime con un filo di voce.

Dopo quella telefonata con i coniugi Sula, le amiche si rendono conto che quei messaggi ricevuti dal 26 marzo, dove Ilaria raccontava di essere partita con un ragazzo e di stare bene, probabilmente non li aveva scritti lei. Parte il tam tam sui social e inizia a circolare la foto di Ilaria per cercare di ritrovarla. Ed è a quel punto che Mark Samson scrive questi messaggi pieni di preoccupazione, fingendo di aver scoperto in quel momento della sua scomparsa. Finge di cercarla dopo averla accoltellata a morte e gettato il suo corpo in un dirupo.
Mentre tutti iniziano a mettersi sulle tracce della ragazza, lui costruisce un racconto, falso, per allontanare da sé ogni sospetto. Si nasconde facendo finta di essere preoccupato e di partecipare alle ricerche collaborando con le forze dell'ordine. Si mostra così con gli amici in comune, i parenti di lei. Un ex fidanzato sconvolto da quella strana scomparsa.
Il rapporto tra Mark e Ilaria
Ma facciamo un piccolo passo indietro. Ilaria studiava alla Sapienza, viveva a Roma con delle coinquiline, mentre la sua famiglia era rimasta a Terni. Per alcuni mesi aveva frequentato Mark Samson, suo coetaneo. Poi ha deciso di interrompere quella relazione. Sentiva di non essere più felice con lui, con un ragazzo incapace di darle i giusti spazi e ossessionato da lei.
Ma Mark non accetta quella decisione. Vuole continuare a controllarla, sapere con chi parla, cosa fa e chi frequenta. Riesce persino a prendere di nascosto le password dei suoi account social. Spia le sue conversazioni e scopre in particolare che sta chattando con un ragazzo conosciuto su Tinder. Nel frattempo, sappiamo ora dalle carte del processo, anche Mark chatta con un'altra ragazza e le chiede con insistenza di uscire. I due non si vedranno solo perché lei declinerà ogni invito.
L'ultimo incontro
Intanto continua a scrivere a Ilaria chiedendole di vedersi.
“Ei ciao. Non dovrei scriverti ma è importante. Dovrei parlarti perché ho le idee più chiare e devo farti vedere una cosa” le scrive Mark. Lei rivendica i suoi spazi rispondendo che non potevano vedersi "due volte in quattro giorni" ma lui insiste e alla fine lei cede e accetta un incontro a casa di lui la sera del 25 marzo.
Poche ore prima, Mark è in macchina con un amico. Nella sua auto c’è una dashcam che registra la conversazione. Mark è pieno di rabbia, dice al suo amico di aver scoperto dei tradimenti da parte di Ilaria. "Se inizia a dirmi le c*****e la affogo dentro l'acquario, ti giuro la metto dentro l'acquario" dice all'amico.

Quello stesso giorno accade un’altra cosa inquietante. Nel pomeriggio Mark si presenta a casa di Ilaria, lei non c'è ma sono presenti le sue coinquiline. Entra nella sua stanza e riesce ad accendere il pc della ragazza, scatta alcune fotografie. Inizia a spiare le sue conversazioni, sotto gli occhi increduli delle amiche di Ilaria. Una di loro racconterà: “Voleva portare via il computer ma glielo abbiamo impedito”
Il femminicidio
Da qui il racconto si basa su quanto dichiarato dal ragazzo agli inquirenti. Ilaria raggiunge casa di Mark intorno alle 22. Ha con sé un borsone con un cuscino e i vestiti di Mark e anche l’anello di fidanzamento. Secondo il racconto di Mark, i due trascorrono la notte del 25 marzo insieme in camera sua. Il mattino seguente Mark si reca in cucina per portarle la colazione a letto. Due caffè, pane, un tocco di mortadella e un coltello. In casa c'è anche la madre di Mark Samson, la sera prima gli chiede se poteva entrare in camera per ritirare i panni e lui le risponde così: "Ci penso io, non entrare nella stanza è l'unica cosa che ti chiedo. Così posso concentrarmi". Il mattino dopo, però, proprio la madre diventerà una figura centrale in questa vicenda.
Mark racconta di essere rientrato in camera con la colazione. "Lei mi fece vedere il suo telefono e poi mi disse adesso che cosa vuoi fare?". Samson dice durante gli interrogatori e in aula di aver visto delle chat di Ilaria che lo hanno fatto infuriare. Da lì inizia a colpirla prima con dei pugni e con il coltello. Come abbiamo già spiegato, la madre del giovane si trovava in casa. Racconta di non aver sentito le grida della giovane, nonostante si trovasse nella stanza accanto ma di aver visto il corpo solo quando il figlio ha aperto la porta visibilmente scosso.
I depistaggi
Mamma e figlio puliscono la camera dal sangue di Ilaria. Mark ripone il suo corpo all'interno di una valigia e lo trascina all'esterno per riporlo nella sua automobile. Racconta di aver fatto tutto da solo. Percorre una quarantina di chilometri andando fuori Roma e getta il corpo della giovane giù lungo un dirupo.
Dopo il delitto Mark tiene con sé il telefono della ragazza. Ed è da quel telefono che comincia un altro capitolo della messinscena. Il 27 marzo scrive a Maria Sofia, un’amica di Ilaria e dice di trovarsi a Napoli, insieme a un ragazzo conosciuto su Tinder. Maria Sofia le chiede di mandarle la posizione per sicurezza ma la risposta è “non posso”. Ed è proprio quello che racconteranno le coinquiline ai genitori di Ilaria, quando allarmati partiranno da Terni a Roma. Quella mattina del 29 marzo, dopo aver parlato con i genitori di Ilaria, Maria Sofia prova a chiamare più volte l’amica e si rende conto che non è lei a risponderle.
Anche il padre di Ilaria, Flamur, riceve un messaggio dal telefono della figlia ma non crede neanche per un secondo che sia lei: "Ciao pa, vi chiedo tanto scusa per la preoccupazione. Io sto bene, sono con un ragazzo e una ragazza che ho conosciuto su Tinder. Torno direttamente a Terni il mese prossimo oppure quello dopo ancora promesso. Però per favore non preoccupatevi Vi voglio bene saluta Gioia e Leo". Dietro questo messaggio c'è sempre Mark, è l'ennesimo maldestro tentativo di depistare le indagini, cercando di far credere alla famiglia della ragazza e a chi indaga che lei si sia allontanata volontariamente.

Mark continua a interpretare il ruolo del fidanzato preoccupato: si propone di aiutare nelle ricerche, resta vicino agli amici di Ilaria. Addirittura si presenta in caserma dove i genitori di Ilaria stanno presentando la denuncia. Flamur lo incalza e lui esclama "Non toglierei un capello a Ilaria, lo giuro sulla tomba di mia madre". Gli chiede un abbraccio, recita egregiamente il ruolo del ragazzo preoccupato per le sorti della sua ex svanita nel nulla.
Il 31 marzo, due giorni prima del ritrovamento del cadavere. Sul profilo Instagram di Ilaria compare una storia: “Sto bene”. Tutti la vedono ma nessuno crede davvero possa averla postata lei. Nemmeno un amico di Mark, che in quel momento è con lui e poi racconterà agli investigatori un dettaglio preciso: poco prima che quella storia comparisse online, Mark si era chiuso in bagno e aveva con sé due telefoni.

Sarà proprio quel secondo telefono a far crollare tutto. Per giorni il cellulare di Ilaria resta agganciato alla stessa cella telefonica, quella vicina all’abitazione di Mark. Solo il 26 marzo, intorno all’ora di pranzo, compare un altro aggancio: Monte Porzio Catone. Poco più avanti, in zona Palestrina, l'auto di Mark viene fotografata da un autovelox. Ancora più giù, allontanandosi da Roma c'è il dirupo nel comune di Poli dove verrà ritrovato il corpo della vittima.
Dopo una settimana il suo castello di bugie crolla. Mark Samson viene arrestato, confessa e a conduce gli investigatori nel luogo in cui aveva gettato il corpo. Non sappiamo se, anche senza un cellulare gli inquirenti sarebbero riusciti a ricostruire fino in fondo il femminicidio di Ilaria Sula. Ma proprio grazie al telefono della ragazza, e al suo utilizzo, è stato possibile capire in che modo Mark Samson abbia tentato di sviare i sospetti su di sé.
Un dispositivo elettronico così piccolo ma fondamentale, che dopo l'arresto di Mark non è stato trovato dagli inquirenti per settimane. Samson infatti aveva detto di averlo gettato in un tombino, invece il telefono della ex fidanzata si trovava a casa sua, sotto al materasso. Lo aveva lasciato alla madre, quando la polizia aveva appena bussato alla sua porta e si era quindi reso conto che ormai la sua messinscena era finita.