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21 Luglio 2022
8:35

Spari e accoltellamenti: il passato dei fratelli Eddrissi, accusati dell’omicidio di Leonardo

Sono giovanissimi, ma nomi già noti alle forze dell’ordine di Anzio. Se il minore è incensurato, il maggiore dei fratelli Eddrissi ha un passato di violenza alle spalle, tra cui l’accusa di aver accoltellato il fidanzato della sorella.
A cura di Natascia Grbic
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Persone conosciute già alla forze dell'ordine, facili a venire alle mani, e ritenute legate ai giri di spaccio di Anzio. I fratelli Adam e Ahmed Eddrissi, arrestati per l'omicidio di Leonardo Muratovic, non sono due nomi totalmente sconosciuti nella zona.

Il più piccolo, quello che ha confessato di aver materialmente accoltellato la vittima, è incensurato. Amante del pugilato, come Muratovic, lavorava come cameriere prima di essere arrestato per omicidio. Ma il più grande, Ahmed, già in passato si è reso protagonista di episodi violenti: qualche anno fa ha accoltellato il fidanzato della sorella, mentre nel 2016 è stato arrestato dai carabinieri perché accusato di aver sparato diversi colpi di arma da fuoco verso l'abitazione di un pregiudicato, una persona nota nell'ambiente criminale cittadino e legata alle piazze di spaccio.

Secondo quanto riportato da la Repubblica, i due fratelli Adam e Ahmed sarebbero vicini alle bande di Anzio Colonia e di Bottaccio, oltre al clan Gallace, decimato con oltre sessanta arresti dopo l'inchiesta Tritone. Ed è in questo contesto, secondo Edoardo Levantini presidente del Coordinamento antimafia di Anzio e Nettuno, che è avvenuto l'omicidio.

"Gli equilibri tra le varie cosche criminali sono saltati a febbraio 2022, quando una maxi operazione tra Anzio e Nettuno portò a 65 arresti – ha dichiarato Tra le persone finite in manette c'era chi aveva un ruolo di pacere nella zona, da quando è in carcere non c'è più nessuno a placare gli animi". E ancora: "Tra gli esponenti della criminalità locale sempre più spesso si risolvono i conflitti con i coltelli, machete o in generale con le armi bianche".

I fratelli Eddrissi si sono costituiti martedì sera. Sentendosi braccati dalle forze dell'ordine, e temendo una vendetta della famigliae degli amici di Muratovic (il padre è stato arrestato per aver accoltellato due buttafuori davanti il commissariato di Anzio) si sono presentati dai carabinieri accompagnati dalla loro legale. Il più piccolo, Adam ha confessato l'omicidio, ma ha dichiarato che a portare il coltello era stato Muratovic. Un'affermazione sulla quale gli inquirenti stanno lavorando per capire se corrisponde a verità, anche se non è ovviamente escluso che il giovane stia cercando solo di alleggerire la sua posizione.

Ma c'è un altro elemento al vaglio degli inquirenti. Sempre secondo quanto riportato da la Repubblica, sembra che sia stata la sicurezza del locale a chiedere ai fratelli Eddrissi di chiedere a Muratovic di andarsene. Il 26enne, infatti, in passato aveva creato dei problemi all'interno della Bodeguita, ma quella sera era tranquillo. Quando Adam e Ahmed lo hanno visto, gli avrebbero chiesto di andare via, e da lì sarebbe nata la lite dalla quale è scaturito tutto.

I due gruppi sono stati invitati ad andarsene, con Leonardo e Adam che hanno continuato a litigare fuori il locale. Ne è nata una rissa, con il 20enne che ha colpito Muratovic a morte con il coltello. Ma ci sarebbero altre persone che hanno partecipato a quella rissa, infierendo sul giovane a terra. Persone che non sono state ancora identificate e che sarebbero scappate subito dopo l'omicidio.

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