Sono Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone i due anarchici morti nell’esplosione a Roma: erano amici di Cospito

L'esplosione della bomba e il crollo del casolare. A niente è servito l'arrivo dei soccorsi: due persone, un uomo e una donna, hanno perso la vita dopo il crollo di un casale nel Parco degli Acquedotti a Roma e sono stati trovati morti dai soccorritori. Per cercare di risalire alla loro identità i soccorritori hanno confrontato i tatuaggi: non si tratta di senza fissa dimora, come ipotizzato all'inizio. A morire sotto alle macerie del casolare sono stati Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, due anarchici appartenenti al gruppo di Alfredo Cospito. Secondo le prime informazioni raccolte fino ad ora, i due si trovava all'interno della struttura per costruire un ordigno. Difficile dire a chi o a cosa fosse indirizzato.
Le indagini hanno permesso di accertare questa ipotesi: sarebbe stata proprio l'esplosione a precedere e a causare il crollo della pietra del casolare. Inoltre, il fatto che uno dei due corpi sia stato ritrovato con un braccio mutilato farebbe pensare che lo scoppio possa essere arrivato mentre la bomba era ancora in fase di costruzione o, comunque, mentre i due stavano ancora maneggiando l'ordigno.
Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano: chi sono gli anarchici morti mentre costruivano una bomba a Roma
All'inizio gli inquirenti pensavano potesse trattarsi di due senza fissa dimora, due persone, un uomo e una donna, che avevano trovato rifugio in uno dei casolari al Parco degli Acquedotti. Invece, come sembra stiano confermando tutti gli accertamenti ancora in corso, si sarebbe trattato di due anarchici del gruppo di Alfredo Cospito. A confermarlo i tatuaggi. Sarebbero stati proprio loro a causare il crollo del casolare con l'esplosione avvenuta mentre stavano costruendo una bomba.
Ancora da chiarire a chi o che cosa fosse destinato l'ordigno in lavorazione e maneggiato al momento dell'esplosione. Secondo le ipotesi degli inquirenti, nel mirino ci sarebbe stata la rete ferroviaria e il gruppo Leonardo, società attiva nel settore della difesa, ma non si esclude neppure un rilancio della campagna a favore proprio di Cospito, per la scadenza a maggio del decreto applicativo di 4 anni alla sua detenzione in 41bis.
Alessandro Mercogliano morto sotto al crollo di un casale mentre costruiva una bomba
Non soltanto i due gravitavano nel gruppo di Cospito. In entrambi i casi, sia Ardizzoni che Mercogliano, sono finiti a processo insieme a lui. Mercogliano, in particolare, è stato uno degli anarchici finiti al centro dell'operazione Scripta Manent condotta dalla Digos di Torino su alcuni pacchi esplosivi inviati tra il 2003 e il 2016 dalla Federazione Anarchica Informale a giornalisti, politici e volti delle istituzioni.
Il processo si è tenuto a Torino davanti alla giudice Alessandra Salvadori che ha condannato cinque persone, con pene che vanno dai 20 anni, come per Cospito, ai 5 e ne ha assolte diciotto. Fra le persone condannate Mercogliano, a 5 anni. Già all'epoca, nel 2019, il pm Roberto Sparagna aveva manifestato le sue preoccupazioni: "Le Fai-Fri (Federazione Anarchica Informale, ndr) sono una struttura che spara e mette bombe". E proprio durante la composizione di un ordigno è morto Mercogliano.
Chi era Sara Ardizzone, anarchica morta sotto alle macerie del casolare di Roma oggi
"Sono anarchica. Come anarchica sono nemica di questo Stato come d’ogni altro Stato". Così si presentava Sara Ardizzone nelle dichiarazioni spontanee rese durante l'udienza preliminare per il procedimento Sibilla che si è tenuta a Perugia il 15 gennaio 2025. Le indagini sono scattate nel 2021 e hanno riguardato soprattutto la rivista anarchica Vetriolo. A processo sono finiti 12 imputati per i reati d'istigazione a delinquere e istigazione all’evasione con l'aggravante di finalità di terrorismo ed eversione. I 12 sono stati tutti assolti dopo la dichiarazione di non luogo a procedere da parte del giudice.
Fra loro anche Alfredo Cospito che ha reso le sue dichiarazioni dal carcere di Sassari, dove sta scontando la pena al 41bis e Ardizzone. "Io non prendo ordini né li do: né da nessuno né a nessuno. Agisco rispondendo solo alla mia coscienza che non ha parametri d’interesse né di vantaggi e che rimane l’unica voce che io possa ascoltare", diceva ancora lo scorso anno Ardizzone.
Aperta un'inchiesta: disposta l'autopsia sui corpi
Nel frattempo a seguito del crollo la Procura di Roma ha aperto un'inchiesta sull'esplosione del casale. A coordinare le indagini il procuratore aggiunto Giovanni Conzo e un pool di magistrati che si occupano di terrorismo. Per il momento il fascicolo è senza indagati. Disposta per i prossimi giorni l'autopsia sui due corpi.