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Delitto di Arce, omicidio di Serena Mollicone

Serena Mollicone, Arma dei Carabinieri chiede 200mila euro di danni ai militari coinvolti nel processo

L’Arma dei Carabinieri ha chiesto 200mila euro di danni a Franco Mottola, ex comandante della stazione di Arce, il luogotenente Vincenzo Quatrale e l’appuntato Francesco Suprano.
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A cura di Natascia Grbic
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Delitto di Arce, omicidio di Serena Mollicone

L'Arma dei Carabinieri ha chiesto un risarcimento di 200mila euro per danno d'immagine a Franco Mottola, Vincenzo Quatrale e Francesco Suprano, i militari imputati nel processo per l'omicidio di Serena Mollicone e assolti in primo grado.

La richiesta è stata presentata pochi minuti prima della scadenza dei termini dall'avvocato Maurizio Greco, che ha appellato la sentenza di assoluzionenei confronti dei tre militari, motivandola con il fatto che la loro accusa sarebbe stata non leale e omissiva.

Il risarcimento chiesto dall'Arma dei Carabinieri si aggiunge a quelli già presentati dalla sorella di Serena, dai familiari del brigadiere Santino Tuzi e dai legali dello zio della 18enne di Arce. La prima ha chiesto un milione alla famiglia Mottola e mezzo milione al luogotenente Quadrale, i secondi hanno chiesto un milione di euro, e lo zio 5,5 milioni.

Il processo di primo grado nei confronti della famiglia Mottola, del luogotenente Vincenzo Quatrale e dell'appuntato Francesco Suprano si è concluso con l'assoluzione di tutti gli imputati. A mancare, sostanzialmente, sono state le prove per condannare gli imputati. Prove che, a oltre vent'anni dall'omicidio di Serena Mollicone, è difficile reperire.

!Gli esiti dibattimentali non offrono indizi gravi, precisi e concordanti sulla base dei quali possa ritenersi provata, oltre ogni ragionevole dubbio, la commissione in corso da parte degli imputati della condotta omicidiaria contestata – scrive la Corte d'Assise nelle 240 pagine che compongono la sentenza di assoluzione – Numerosi elementi indiziari, costituenti tasselli fondamentali dell'impianto accusatorio del pubblico ministero, non sono risultati sorretti da un sufficiente e convincente compendio probatorio”.

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