Un uomo di 53 anni è stato portato d'urgenza in ospedale con fortissimi dolori addominali. Dimesso con diagnosi di gastrite e terapia a base di Gaviscon, è morto poche ore dopo per quello che si è rivelato un infarto. Il medico del pronto soccorso che lo ha visitato è stato accusato di omicidio colposo. Secondo quanto ricostruito dal pm che sta indagando sull'episodio avvenuto nel 2019, la dottoressa avrebbe sottovalutato i risultati dell'elettrocardiogramma, risultato al limite della norma, ma con alcune significative anomalie. La donna avrebbe dimesso il paziente prescrivendogli una terapia a base di sciroppo antireflusso e Gaviscon. In realtà secondo gli inquirenti, riporta il Messaggero, avrebbe dovuto disporre il ricovero e ulteriori accertamenti, stando ai sintomi riportati dal 53enne. Invece il paziente è stato rimandato a casa dopo neanche un'ora dal suo arrivo al pronto soccorso. "L’arresto cardiocircolatorio era evitabile probabilmente già con una lettura più accurata dell’elettrocardiogramma", ha dichiarato l’avvocato Cesare Piraino, legale del figlio della vittima, che si è costituito parte civile.

La moglie: "Mio marito è morto sei ore dopo essere stato dimesso"

Sempre stando a quanto riporta il Messaggero, così avrebbe ricostruito l'episodio la moglie del 53enne: "Mio marito ha avuto un altro forte malore alle tre di notte, ossia a tre ore dalle dimissioni, Mentre alle 6 è morto. Anche se formalmente la morte è stata registrata alle 6.50. Insomma è morto a sei sette ore dalle dimissioni, meno di ventiquattro. Ha lasciato un figlio ora diciottenne". Ora sarà il gup a decidere il merito all'eventuale rinvio a giudizio della dottoressa del pronto soccorso di un ospedale di Roma nord.