Il Roseto comunale di Roma riapre al pubblico mercoledì 21 aprile, in occasione del Natale di Roma. Come da tradizione, l'area verde ai piedi dell'Aventino accoglierà i visitatori a partire dal giorno in cui si celebra la fondazione della Capitale. La riapertura avverrà nel rispetto delle norme anti-Covid per evitare che ci siano situazioni a rischio contagio: mascherina anche all'aperto e distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Temporaneamente sospese le visite guidate fino al rientro in zona gialla della Regione Lazio.

Le regole per visitare il Roseto comunale

Dal 21 aprile il Roseto sarà visitabile tutti giorni dalle ore 8,30 alle 19,30

Dal 21 aprile fino al 15 maggio, si potrà visitare la sola zona collezioni dalle ore 8,30 alle ore 19,30

Dal 16 maggio al 13 giugno, sarà visitabile tutto il Roseto, comprese la zona concorso e collezioni, sempre dalle ore 8,30 alle ore 19,30

Le visite guidate sono sospese a seguito dell’adozione del nuovo Decreto Legge del 12 marzo 2021, per evitare assembramenti, fino al rientro in zona gialla della Regione Lazio

Oltre mille varietà di rose antiche provenienti da tutto il mondo

Il Roseto comunale di Roma ospita più di mille varietà di rose provenienti da tutto il mondo, dall'Estremo oriente sino alla Nuova Zelanda. Sono presenti specie antiche e quasi sconosciute, alcune risalenti a 40 milioni di anni fa. Alcuni esemplari hanno storie molto particolari, come la rosa "Peace" (in Italia è chiamata "Gioia"): i frammenti fertili di questa pianta, ovvero le cosiddette talee, furono inviate dalla Francia ai tempi della seconda Guerra Mondiale ai vivaisti in Italia, Germania e Stati Uniti. Negli Usa questa rosa fu usata come ornamento sui tavoli delle trattative di Pace della Conferenza di San Francisco. Da qui il nome "Peace", proprio perché divenne il simbolo della Pace. Il Roseto ospita tante specie la cui storia si è persa nel corso dei secoli, ma sono rimaste intatte alcune peculiarità a livello botanico. Un esempio è la "rosa Mutabilis", il cui nome deriva proprio dalla capacità del fiore di cambiare colore sette volte nell'arco di cinque giorni, passando dal rosso al giallo e al rosa chiaro.