"Un gesto di solidarietà per tornare finalmente alla normalità. Siamo aperti a cena venerdì 15 gennaio". Il ristorante ‘Fuoco e Farina' in via Valsavaranche a Roma apre ai clienti dopo le 18, violando le misure imposte ai ristoratori per il contenimento anti-Covid, come protesta per le difficoltà in cui si trovano a vivere dopo le chiusure e le strette del Governo. "Questa che stiamo vivendo è una brutta realtà, parlano di ‘ristori', ma con il 10 per cento del fatturato non ci copriamo le spese né l'affitto dei locali – spiega Max Vietri, il titolare del ristorante, intervistato da Fanpage.it – Abbiamo bisogno di lavorare, per arrivare a compiere un gesto così disperato siamo allo stremo, non avrei mai immaginato di arrivare a fare quello che sto facendo". E chiarisce: "Noi ristoratori e commercianti non possiamo essere considerati gli ‘untori' o i capri espiatori d'Italia. Abbiamo famiglia, se rispettiamo tutti i protocolli della sicurezza perché devono continuare a tenerci chiusi" Poi aggiunge: "Se vado nei centri commerciali vedo un assembramento come sui mezzi e mercati, perché noi invece non possiamo lavorare? Non è possibile così, non ci stiamo". Un'iniziativa qualla del ristoratore, che stasera ha trovato il supporto di colleghi e cittadini.

Roma e Lazio domenica diventano zona arancione e i ristoranti restano chiusi

A partire da domenica 17 gennaio Roma e Lazio, con il nuovo dpcm in vigore fino al prossimo 5 marzo, diventeranno zona arancione: ristoranti, bar, pasticcerie resteranno chiusi al servizio clienti al tavolo e al bancone, aperti solo per asporto (fino alle ore 22) e consegne a domicilio (senza limiti d'orario). Per l'asporto, questa la novità, è consentita soltanto entro le ore 18 per quanto riguarda le bevande vendute dai bar.

Intervista di Simona Berterame