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Rider picchiato a Termini, tornano liberi i due giovani accusati dell’aggressione

I due ragazzi accusati di aver picchiato un giovane nella zona della stazione Termini sono tornati liberi. Per il giudice la vicenda necessita di ulteriori approfondimenti.
A cura di Natascia Grbic
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Sono tornati in libertà i due giovani accusati di aver picchiato un rider sabato sera a Termini. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo ma ha respinto la richiesta di misura cautelare in carcere chiesta dalla procura. Non ci sarebbero infatti gravi indizi di colpevolezza nei loro confronti. Ed entrambi, così, sono tornati liberi. "Ad avviso dell'Ufficio – scrive il gip – il quadro indiziario non raggiunge la soglia di gravità richiesta per la cautela dal momento che la ricostruzione della vicenda non risulta affatto lineare e necessita, pertanto, dei dovuti approfondimenti". Entrambi devono comunque rispondere di rapina e lesioni.

Il furto della bici e il pestaggio

Il rider, un lavoratore di 35 anni, è stato picchiato da diverse persone in via Manin. L'uomo ha dichiarato di essere stato picchiato da una quindicina di persone mentre stava effettuando una consegna del valore di quattro euro. Era entrato in un locale per prendere due porzioni di spaghetti da consegnare poco distante, e aveva lasciato un attimo la bici elettrica fuori dal ristorante. Quando è uscito, la bici non c'era più. L'ha però rintracciata tramite Gps, ed è andato a recuperarla. Ha inseguito i due ladri che stavano scappando con la sua bici, e ci ha iniziato a discutere. Ed è a quel punto che sono arrivate altre persone, che lo hanno picchiato.

D'Amato: "Ci si aspettava più considerazione della vittima"

"È davvero singolare che i presunti aggressori del giovane rider siano stati già liberati – il commento del consigliere regionale e segretario romano di Azione, Alessio D’Amato -. Le decisioni della magistratura si rispettano in un’ottica garantista, ma sinceramente di fronte a un episodio così violento che ha colpito un giovane che stava facendo una consegna dal valore di quattro euro, ci si sarebbe aspettati un’attenzione maggiore alle ragioni della vittima e un segnale esemplare. Se passa l’idea che si può picchiare un rider o un qualsiasi altro cittadino e si sta fuori dopo poche ore, il rischio concreto è quello di generare disaffezione e sfiducia negli organi dello Stato. Il tema della sicurezza a Termini resta aperto ed è una priorità non più rinviabile. Al rider, ai commercianti e ai pendolari costretti a vivere ogni giorno, soprattutto la sera, in un clima di paura va tutta la nostra solidarietà. Agli uomini e alle donne delle forze dell’ordine va il nostro ringraziamento per il lavoro svolto.”

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