Andamento ricoveri nel Lazio
in foto: Andamento ricoveri nel Lazio

I ricoveri per Covid nel Lazio continuano a crescere e il picco della terza ondata ancora non è stato raggiunto. Il grafico in alto mostra l'andamento dei ricoveri ordinari per coronavirus (quelli cioè non di terapia intensiva) da metà gennaio fino a ieri, 7 aprile. Per tutto il primo mese del 2021 i pazienti ricoverati negli ospedali del Lazio sono diminuiti lentamente, ma costantemente, poi a metà di febbraio la curva ha ricominciato a risalire. Se in questa terza ondata i ricoveri in terapia intensiva hanno già raggiunto e superato il numero fatto registrare al picco della seconda ondata, i ricoveri ordinari si mantengono ancora al di sotto di quel numero: ieri erano 2340, ma il 26 novembre scorso erano arrivati a toccare a quota 3408. Ricordiamo che in quel periodo la regione Lazio era in zona gialla e ci è rimasta fino all'inizio delle vacanze natalizie, quando tutta Italia è entrata in zona rossa, nei giorni festivi e prefestivi, fino alle Befana.

I ricoveri ospedalieri nel Lazio continuano a crescere

Questa crescita dei ricoveri, spiegano gli esperti, è dovuta al periodo in cui l'indice Rt del Lazio è stato calcolato a 1.31 (rilevamento Iss di venerdì 12 marzo) e che ha provocato l'entrata del Lazio in zona rossa dal 15 al 28 marzo. Ci sono poi stati 4 giorni di zona arancione e ancora quattro giorni di zona rossa per le vacanze di Pasqua. Da ieri, 6 aprile, il Lazio è tornato in zona arancione. Fino al 30 aprile, ricordiamo, in Italia non esisteranno zone gialle e quindi, seppure gli indicatori evidenziassero un netto calo dei contagi, la regione della Capitale resterebbe in zona arancione. Un indice Rt a 1.31, come era quello calcolato a metà marzo, significa, esemplificando, che 100 persone possono arrivare a contagiarne altre 131 e queste 131 altre 171 a loro volta e così via. La crescita dei ricoveri ospedalieri e di quelli nelle terapie intensive è dovuto, hanno spiegato gli esperti, proprio a quel periodo in cui il virus stava circolando con maggiore intensità. Questo grazie a meno restrizioni (il Lazio era in zona gialla) e alla maggiore contagiosità delle varianti, sia quella inglese che quella brasiliana, che si sta diffondendo soprattutto in Ciociaria.