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Coronavirus
17 Giugno 2021
8:22

Richiami Astrazeneca con Pfizer o Moderna, D’Amato: “Molti non vogliono mix, obbligare è sbagliato”

“Obbligare le persone contrarie al mix vaccinale è sbagliato, bisogna concedere la seconda dose Astrazeneca agli under 60”. Sono le parole dell’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato che ha ribadito la priorità di risposte certe e di immunizzare la popolazione nel minor tempo possibile.
A cura di Alessia Rabbai
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"Siamo stati i primi a mettere in pratica le indicazioni del Ministero della Salute, cambiando i richiami della prima dose Astrazeneca con Pfizer o Moderna. Ma tra chi deve fare la seconda dose, il 10 per cento delle persone, sotto ai 60 anni, rifiuta il cross vaccinale". Sono le parole dell'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato, intervistato da Il Messaggero sulla posizione del Lazio rispetto al mix vaccinale. "Chi non vuole fare ricevere la seconda dose diversa è soprattutto al fascia d'età compresa tra i 50 e i 59 anni, specialmente insegnanti e professori universitari, ai quali dobbiamo dare una risposta".

"Molti non vogliono mix, obbligare è sbagliato"

D'Amato a Il Corriere della Sera ha ribadito che "Molti nel Lazio non vogliono il mix di vaccini, e secondo me obbligarli è sbagliato – ha detto – l'obiettivo deve restare sempre quello di immunizzare la popolazione nel minor tempo possibile, per questo motivo bisogna dare la possibilità di fare i richiami con Astrazeneca, mentre negare la seconda dose è un azzardo perché possiamo garantire la copertura, specialmente rispetto alle varianti". E ha aggiunto: "Siamo stati coerenti con le strategie nazionali e abbiamo immunizzato circa 64mila cittadini al giorno, ma vogliamo che vengano dissipati tutti i dubbi. La maggior parte dei richiami ai vaccini Astrazeneca under 60 è stata eseguita utilizzando Pfizer-BioNTech, come prescrive il ministero. Ma questi casi di persone che si rifiutano come li risolviamo?". Secondo D'Amato, "la circolare del ministero e la determina di Aifa sono discordanti, perché la seconda non esclude che il medico possa decidere in scienza e coscienza quale tipo di vaccino somministrare. Obbligare le persone è un errore, bigosna persuaderle".

Dubbi su Johnson&Johnson

Ieri i farmacisti hanno espresso perplessità sul vaccino Johnson&Johnson, che presenta analogie con Atsrazeneca e alcuni farmacisti lo scorso lunedì ne hanno sospeso prenotazioni e somministrazioni in attesa che vengano dissipati i dubbi e poter riprendere in vista alla chiusura, prevista per i prossimi mesi, dei grandi centri vaccinali di Roma e del Lazio, con le vaccinazioni che verranno effettuate dai medici di base e, appunto, in farmacia.

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