Controlli e niente assembramenti nella prima serata di riaperture dei ristoranti in zona gialla a Roma. Fanpage.it ha visitato strade, piazze e luoghi della movida del centro, da Trastevere a Campo de' Fiori, fino al Pigneto, per documentare la situazione in città. Tutto tranquillo, c'è tanta emozione: serrande di nuovo alzate dopo il tramonto, tavolini all'esterno e vicoli che si ripopolano dopo il silenzio delle chiusure alle 18 che si sono protratte per mesi. La Capitale ricomincia piano piano a rinascere, con le voci dei giovani che si incontrano nuovamente dandosi appuntamento per l'aperitivo o una cena prima del solito, dato il coprifuoco alle ore 22. "L'importante è aver tirato su la serranda – spiega il gestore di una pizzeria a Fanpage.it – avevo il forno spento da sei mesi, averlo riacceso anche solo per una pizza va bene".

"Mezze aperture, non è come ce l'aspettavamo"

Nonostante le riaperture c'è chi ha manifestato già un iniziale disincanto: "Questa riapertura suona tanto di mezza apertura, non è come ce l'aspettavamo – dice il titolare di un locale a Campo de'Fiori – noi solitamente lavoriamo fino alle 3, con il 70 per cento d'incasso nella fascia oraria notturna. Con il coprifuoco lavoriamo al 30 per cento delle nostre possibilità". Sulle regole da rispettare tutti i gestori intervistati sono d'accordo: "Mettere in condizione le persone di consumare al tavolo in sicurezza, disponendo le misure previste è nostro dovere, però serve la collaborazione del cliente. Diciamo che finora chi è venuto ha dimostrato grande senso di responsabilità, indossando correttamente la mascherina negli ambienti comuni, facendo attenzione a rispettare la distanza di sicurezza con le altre persone presenti e igienizzandosi frequentemente le mani".

Servizio di Filippo Poltroneiri