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Elezioni regionali Lazio 2023

Regionali Lazio, Bergamo (Demos): “D’Amato l’unico che può battere Rocca, ma dialogo con M5s fondamentale”

“Assurdo che centrosinistra e 5 Stelle competano l’uno contro l’altro. Io combatterò questa cosa, tutto il senso della mia candidatura sta proprio nel tentativo di costruire ponti tra questi due mondi”. Così Luca Bergamo, ex vicesindaco di Roma e candidato nella lista di Demos, ai microfoni di Fanpage.it.
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A cura di Enrico Tata
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Elezioni regionali Lazio 2023

"L'unico candidato in grado di contrastare la vittoria di Rocca è Alessio D'Amato. Ma questo non toglie che sia indispensabile, già da ora, il confronto e il tentativo di comprensione reciproca tra centrosinistra e 5 Stelle. Questo sarà utilissimo nel caso di vittoria, ma anche in caso in cui ci fosse un governo di centrodestra. In quel caso l'opposizione dovrà essere unita". Così ai microfoni di Fanpage.it Luca Bergamo, ex vicesindaco di Virginia Raggi e assessore alla Cultura di Roma Capitale, è candidato nella lista di Demos alle elezioni regionali nel Lazio.

Quali sono le prime due proposte che volete portare in consiglio regionale?

Come Demos chiediamo in primo luogo l'istituzione dell'infermiere di famiglia e di comunità, un provvedimento per cui si è lavorato a lungo, su cui si è speso Paolo Ciani quando era consigliere regionale e che attende solo l'approvazione. Un tassello importante della riforma del Sistema Sanitario per farlo avvicinare sempre di più alle persone. Una seconda proposta è l'istituzione di un garante per i diritti umani, di un organismo che sia impegnato nel fare a priori una valutazione dei provvedimenti di legge e degli atti della giunta per quanto riguarda l'impatto che avrebbero sui diritti umani.

Vista la sua esperienza nel campo della cultura, su questo quali proposte intende presentare?

Una misura che vorrei proporre è l'istituzione su scala regionale di una card della cultura che consenta, come la Mic card a Roma, l'ingresso in tutti i musei e aree archeologiche per i cittadini residenti nel Lazio con un contributo simbolico.

Nelle scorse settimane si è discusso molto di un tema, quello della salvaguardia del lago Ex Snia, di cui si è occupato quando era vicesindaco e che ora dovrà essere affrontato a livello regionale. Cosa propone lei?

La nostra delibera di giunta stabiliva vincoli e rendeva ancora più difficili gli interventi di speculazione immobiliare, con la Regione che doveva completare il percorso di estensione del Monumento naturale. Questo passo verrà completato immediatamente e verranno interrotte così tutte le attività di speculazione su quel luogo, che è un'area naturale di grandissimo pregio per la città e che deve essere tutelata.

Perché un elettore del Lazio dovrebbe votare per Demos?

Demos nasce da persone che si sono lungamente impegnate nella Comunità di Sant'Egidio, nasce come movimento e poi si trasforma in formazione politica, estendendo così la platea delle persone che ne sono protagoniste, persone di ogni confessione, credo e orientamento. Ma tutte hanno una cosa in comune: sono profondamente convinte che esista un rapporto inscindibile tra i valori che si dichiarano e la pratica politica. E questo è dimostrato dal comportamento e dalla storia di ciascuno di noi. Demos è una fonte d'acqua limpida che cerca di fare politica vera, con argomentazioni, dialogo, confronto, con la costruzione di ponti anche laddove sono state fatte macerie.

I sondaggi ci dicono che la mancata alleanza tra Pd e 5 Stelle potrebbe determinare la vittoria del centrodestra. Di chi sono le colpe di questo accordo saltato?

Ce ne sono da parte del Pd e da parte dei 5 Stelle. Ce n'è una di fondo che riguarda tutti: la prevalenza del tatticismo, dell'intenzione di presidiare il proprio spazio rispetto al senso generale di ciò che si fa. E questa è una delle motivazioni per cui ho scelto di lavorare con Demos e di candidarmi: la politica non è semplicemente un insieme di provvedimenti, ma è il senso che questi hanno nel loro insieme, come  essi disegnano una società. È assurdo che oggi forze politiche che hanno una visione comune, per esempio, attorno alla dichiarazione universale dei diritti umani, competano tra di loro.

L'argomento su cui 5 Stelle e Pd si sono divisi, almeno formalmente, è il termovalorizzatore proposto dal sindaco Gualtieri per Roma. Lei che ne pensa?

Demos si era pronunciata contro il termovalorizzatore di Roma. Ma in seguito il governo ha istituito un commissario, la Regione non può intervenire, non ha poteri su questa decisione. Il punto fondamentale adesso è assicurarsi che il termovalorizzatore sia di dimensioni congrue e che abbia una collocazione sensata. L'argomento non è banale ed è diventato un motivo di divisione, ma penso che, almeno in parte, la divisione possa essere ricomposta. Si può fare riconsiderando le dimensioni e la natura dell'intervento che si andrà a fare e soprattutto integrandolo dentro un piano generale di promozione dell'economia circolare su scala regionale.

Parlava di colpe anche del Pd… quali sono?

Da una parte del Pd c'è una indisponibilità a mettersi intorno a un tavolo senza pregiudizi. Quando ho accettato di fare l'assessore di Virginia Raggi, sono stato fortemente criticato e attaccato dai miei amici del Pd. Poi i 5 Stelle mi hanno accusato di stare con il Pd. Il Movimento 5 Stelle nasce strutturalmente dalla difesa di valori di sinistra e io accettai di lavorare in quella giunta proprio per fare in modo che si collocasse nell'area politica della sinistra. È un peccato che adesso, invece di costruire un progetto comune, centrosinistra e 5 Stelle competano l'uno contro l'altro. Io combatterò questa cosa, tutto il senso della mia candidatura sta proprio nel tentativo di costruire ponti tra questi due mondi.

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