"Se nel pieno di una pandemia storica che ha stravolto le vite e l’economia alla sanità vengono destinate le briciole significa che non abbiamo imparato la lezione". Lo ha dichiarato l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato, commentando le cifre destinate alla Sanità dal Recovery Fund. Al momento si parla di nove miliardi: una cifra che però non è escluso possa essere rivista e riconsiderata. "Veniamo da un oltre un decennio di sotto-finanziamento del nostro sistema sanitario che ha perso 35 miliardi e che viaggia a meno di due punti di PIL rispetto a Francia e Germania. Occorrono dei segnali forti come può essere l’utilizzo del MES ed investire nella più grande infrastruttura pubblica del nostro Paese. Basti pensare che la sola messa in sicurezza antisismica e antincendio del patrimonio sanitario richiede investimenti dell’ordine di 100 miliardi".

I tempi di attivazione del Recovery Fund

Con l’approvazione del pacchetto sul Next Generation Eu e del Recovery Fund da parte del Consiglio europeo, l’arrivo dei sussidi e dei prestiti all’Italia si avvicina. Prossime tappe: voto dell'Europarlamento e ratifiche dei parlamentari nazionali. Una cosa è certa: per ottenere i fondi bisogna muoversi in tempi rapidi. Cosa non scontata viste le divisioni all'interno della maggioranza di governo. Con il Recovery Fund all'Italia andranno 81,4 miliardi di euro di sussidi e 127,4 di prestiti. Il piano entrerà in vigore dal primo gennaio 2021, ma l'Italia (e gli altri Stati membri dell'Unione Europea) avranno tempo fino ad aprile per presentare il programma d'investimento e le risorse da mettere in campo.

Speranza: "Proporrò di aumentare cifra per Sanità"

In un'intervento nella trasmissione televisiva Porta a Porta, il ministro della Salute Roberto Speranza ha dichiarato che proporrà di aumentare le risorse del Recovery Fund destinate alla Sanità. "Proporrò in consiglio dei ministri di aumentare la cifra stanziata per la Sanità, penso che 9 miliardi non siano sufficienti, c’è bisogno di fare uno sforzo in più, continuare ad investire. Servono nuove risorse, e da dovunque vengano, sono le benvenute". E ha aggiunto: "È evidente che il Sistema sanitario nazionale è la vera priorità. Non si può da un lato usare la retorica degli eroi, che a me non piace, e poi immaginare risorse insufficienti. Parlo con i miei colleghi e su questo so che c’è una sensibilità diffusa. E poi bisogna fare le riforme, come la sanità di prossimità".