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Rapinato 10 volte in 5 anni: “In Italia non c’è sicurezza per gli stranieri, torno nel mio paese”

Smimdadul Bhuiyan Haque è il proprietario di un minimarket nel quartiere Quartaccio a Roma. Domenica sera è stato rapinato per l’ennesima volta: ha deciso che se le cose non cambiano andrà via dall’Italia.
A cura di Natascia Grbic
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Smimdadul Bhuiyan Haque è il proprietario di un minimarket nel quartiere Quartaccio, alla periferia nord ovest di Roma. La scorsa sera, mentre saliva in macchina, è stato rapinato da due uomini, che l'hanno accoltellato, minacciato con una pistola e derubato. Un'esperienza orribile, che però non l'ha spaventato: Smimdadul ha levato il cappuccio a uno dei due rapinatori, riconoscendolo. E da quel giorno sta andando in giro per il quartiere, bussando casa per casa, sperando di ritrovarlo.

"Ho sentito lo sparo, poi mi hanno accoltellato qui dietro – spiega Smimdadul ai microfoni di Fanpage – Sono stato rapinato dieci volte in cinque anni. Quante volte devo denunciare per sentirmi sicuro? Qui la sicurezza per gli stranieri non esiste".

"Erano le undici e mezzo di sera, e ho chiuso il negozio – racconta l'uomo, descrivendo cos'è accaduto domenica sera, quando è stato rapinato – Ho acceso la macchina, e due ragazzi mi hanno aperto lo sportello entrando dentro". I due rapinatori gli hanno puntato addosso un coltello e una pistola, minacciandolo di morte. "Mi hanno picchiato, ma anche io ho picchiato loro. Mi hanno poi puntato la pistola dicendomi di dargli i soldi. Sapevano che avevo in tasca 500 euro, sapevano che mi chiamo Simon (il nome con cui è conosciuto in quartiere, ndr). Sapevano tutto, com'è possibile?".

Smimdadul era pieno di sangue. Dopo l'aggressione è andato in ospedale e ha sporto denuncia alle forze dell'ordine. I due rapinatori però, non sono stati ancora identificati e arrestati. Ora non si sente più sicuro, e sta pensando di andare via dall'Italia, e tornare nel proprio paese. "Qui non c'è sicurezza, sono in Italia da vent'anni, ho una figlia e ha la cittadinanza italiana. Questa cosa è un problema. Volevo vivere bene, ma non è possibile. Mi hanno puntato una pistola, ho paura: se le cose cambiano bene, altrimenti torno nel mio paese".

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