Quarticciolo, emergenza nelle case popolari: “Se piove crolla il soffitto, qui non siamo al sicuro”

Crolla il soffitto in una palazzina Ater al Quarticciolo dopo anni di segnalazioni. I residenti denunciano infiltrazioni, assenza di servizi e insicurezza dentro casa.
A cura di Francesco Esposito
14 CONDIVISIONI
(Foto di Ilaria Proietti Mercuri)
(Foto di Ilaria Proietti Mercuri)

Prima ha iniziato a cadere qualche goccia d'acqua, poi il soffitto è venuto giù mostrando l'intelaiatura di legno marcio e ferro sottile e qualche mattone. I vigili del fuoco sono intervenuti quando gli abitanti di questa palazzina del Quarticciolo, a Roma, si sono stancati di aspettare l'intervento dell'agenzia per l'edilizia residenziale Ater. Questa è solo l'ultima manifestazione del grave abbandono in cui vivono le case popolari della borgata.

Infiltrazioni, finestre spaccate, assenza di illuminazione pubblica e di ascensori. Condizioni che, alla luce delle recenti operazioni di polizia che hanno coinvolto anche reparti militari, fanno chiedere se non sia il caso di intervenire anche sull'insicurezza che si respira dento le abitazioni.

Foto di Ilaria Proietti Mercuri
Foto di Ilaria Proietti Mercuri

Infiltrazioni, finestre spaccate e abbandono

"La perdita c'era almeno da due anni", commenta una donna residente nel palazzo dove si è staccato un pezzo di soffitto di almeno un metro quadrato. "Ogni volta che passavamo dalle scale avevamo paura che ci cadesse in testa. Abbiamo provato a contattare Ater in tutti i modi: pec, telefonate… Tutti i numeri erano inattivi. Ci hanno risposto il giorno in cui sono venuti i pompieri. Ieri sono passati due tecnici: hanno detto che metteranno un ponteggio". Perché il problema venga risolto, però, ci vorrà ancora tempo.

L'umidità e le infiltrazioni sono penetrate in molte delle case di questo piccolo angolo di Roma est. "Sono due anni che stiamo così e quelli di sopra uguale", dice un signore anziano indicando le bacinelle con cui raccoglie l'acqua piovana che entra nell'appartamento. "Ho fatto la denuncia ai vigili urbani, poi all'Ater, che hanno passato tutto all'ufficio tecnico, ma niente. Che poi è un bene loro, mica mio. Io pago l'affitto".

Aspettando il decreto Caivano al Quarticciolo

Con le pesanti piogge che hanno colpito Roma e il Lazio in questo primo mese del 2026, sono venuti fuori problemi strutturali che associazioni e collettivi riuniti nel Polo Civico del Quarticciolo denunciano da tempo. Da molto prima che il governo Meloni, nel dicembre 2024, inserisse la borgata fra le otto periferie italiane dove applicare gli strumenti del decreto Caivano: innanzitutto il commissariamento dell’amministrazione – ora affidata al capo della Protezione civile Fabio Ciciliano –, finanziamenti per progetti sociali e impianti sportivi, sgomberi di occupazioni abusive e massiccia presenza delle forze dell’ordine.

(Foto di Ilaria Proietti Mercuri)
(Foto di Ilaria Proietti Mercuri)

"Dopo un anno non hanno fatto nulla, neanche un intervento concreto", commenta Fabrizio, abitante del quartiere oltre che attivista e istruttore della Palestra Popolare Quarticciolo. "L'unica cosa che continuiamo a vedere è la spettacolarizzazione della cosiddetta sicurezza, adesso anche con i reparti speciali. Si filmano mentre fanno gli interventi nei lotti", dice. Il 21 e il 26 gennaio i carabinieri, supportati da uomini del 1° reggimento paracadutisti Tuscania, sono intervenuti con due maxi blitz antidroga che hanno prodotto una trentina di arresti. "Ma la sicurezza uno deve averla anche dentro casa, per cui è un problema se una mamma non si sente sicura perché se fa un acquazzone viene giù il soffitto", aggiunge Fabrizio.

Investire per cambiare il Quarticciolo

Per trasformare il Quarticciolo, nell'ultimo anno sono stati stanziati quasi 80 milioni di euro fra Roma Capitale, Regione Lazio e governo. Una cifra enorme da investire in maniera mirata ma anche urgente. "Serve fare gli ascensori", spiega Fabrizio, "ci sono tante persone anziane che vivono in una condizione di carcerazione. Non hanno la possibilità di scendere le scale e rimangono chiusi dentro casa, devono aspettare che qualcuno gli faccia la spesa".

(Foto di Ilaria Proietti Mercuri)
(Foto di Ilaria Proietti Mercuri)

Ci sono poi i giardini condominiali, che i residenti si sforzano di mantenere con le loro risorse, e i tanti servizi necessari se si vuole garantire un futuro diverso alla borgata. Come la piscina Azzurra 7, in stato di abbandono da circa dieci anni, e l'asilo comunale di via Locorotondo, oltre alle strade e all'illuminazione pubblica fuori e dentro le palazzine. "Per strada è tutto buio, usiamo le luci del cellulare", racconta una signora che passeggia intorno al Parco Modesto di Veglia. "Le luci non ci sono neanche sulle scale. Quella all'ultimo piano l'ho messa io".

Su un muro scrostato di via Ugento qualcuno ha fatto una scritta con una bomboletta nera: "Ater: il vostro abbandono è il nostro degrado". Così si sentono molti abitanti del Quarticciolo, ormai abituati ad arrangiarsi, stringere i denti e vedere le loro case in tv in occasione dell'ultimo blitz. "Non si preoccupano mai di venire in quartiere per risolvere i problemi degli abitanti, ma sempre e solo per sfrattare le persone", conclude con rabbia Fabrizio, "questa situazione è insostenibile, non si può vivere in queste condizioni".

14 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views