"Sono l'unico responsabile della morte di Marco". Sono le parole di Antonio Ciontoli, che stamattina ha parlato in aula con una dichiarazione spontanea, davanti ai giudici nell'udienza del processo bis iniziato mercoledì 8 luglio scorso per la morte di Marco Vannini, ucciso a vent'anni da un colpo di pistola nella villetta dei genitori della fidanzata a Ladispoli nel 2015. Ciontoli in lacrime ha detto: "Sulla mia pelle sento quanto possa essere insopportabile, perché innaturale, dover sopportare la morte di un ragazzo di vent'anni, bello come il sole e buono come il pane". Ciontoli insieme agli altri membri della sua famiglia è accusato di omicidio volontario. Nel primo pomeriggio di oggi è prevista la sentenza dei giudici, il sostituto procuratore della corte d'appello di Roma, Vincenzo Saveriano, ha chiesto una condanna a 14 anni di reclusione per tutta la famiglia Ciontoli. Stamattina il procuratore generale, in apertura all'udienza ha ribadito che: "Tutti sono colpevoli di omicidio volontario per la condotta dolosa dopo lo sparo".

Il discorso di Antonio Ciontoli in aula

Chiedo perdono per quello che ho commesso e anche per ciò che non ho commesso. Qualsiasi sia la condanna giudiziaria so che resterà solo il dolore lacerante di tutte le persone che amano Marco. Solo la consapevolezza di quanto Marco è stato bello e avrebbe potuto esserlo ancora e che a causa del mio errore non sarà. Nessun ministro, nessun giornalista, nessuna persona comune, dovrebbe sentirsi in dovere di abbandonare l'imparzialità, suscitando sentimenti di rabbia e di violenza e di vendetta. Nessuno dovrebbe pensare di potersi sostituire i giudici. Io quella sera un uomo migliore non lo sono stato. Chiedo di perdono. La realtà è stata spesso romanzata dai media che l'hanno spesso riproposta con tanta insistenza. Mi appello alla parte buona di ogni uomo.

Antonio Ciontoli in aula prima della sentenza del processo bis per l’omicidio di Marco Vannini
in foto: Antonio Ciontoli in aula prima della sentenza del processo bis per l’omicidio di Marco Vannini

I genitori di Marco Vannini: "L'Italia aspetta la sentenza con noi"

"L'Italia aspetta la sentenza con noi" sono le parole che mamma Marina e papà Valerio hanno detto in un'intervista rilasciata a Fanpage.it a pochi giorni dalla decisioni dei giudici che si esprimeranno su Antonio Ciontoli e sui membri della sua famiglia, la moglie Maria Pezzillo e i figli Marina e Federico. I genitori di Marco nei loro confronti non chiedono anni di galera, ma che venga loro riconosciuta l'accusa di omicidio volontario: "Marco non ce lo ridà nessuno, quindi una pena di più anni o meno anni per i Ciontoli è relativo, però che sia una pena adeguata e che gli venga riconosciuto l'omicidio volontario perché loro, è stato dimostrato, in quei 110 minuti hanno fatto di tutto e hanno accettato e voluto che Marco morisse".

Oggi attesa la sentenza sulla famiglia Ciontoli

La sentenza dei giudici del processo bis per la morte di Marco Vannini è attesa per il primo pomeriggio di oggi, dopo la sentenza della Suprema Corte di Cassazione che ha disposto un nuovo processo d'appello. Secondo i giudici della Cassazione infatti i componenti della famiglia Ciontoli misero in atto una "condotta omissiva nel segmento successivo all'esplosione di un colpo di pistola, ascrivibile soltanto ad Antonio Ciontoli, che, dopo il ferimento colposo, rimase inerte, quindi disse il falso ostacolando i soccorsi".