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Privato compra immobile a 520mila euro e lo rivende al Comune di Fiumicino per 1,3 milioni: il caso arriva in Senato

L’inchiesta sull’acquisto di un immobile da parte del Comune di Fiumicino, pagato 1,3 milioni dopo essere stato comprato da un privato a 520 mila euro, arriva in Senato. La senatrice M5S Alessandra Maiorino ha presentato un’interrogazione ai ministri dell’Interno e dell’Economia, ipotizzando un danno erariale.
A cura di Luca Teolato
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L’immobile acquistato dal Comune di Fiumicino
L’immobile acquistato dal Comune di Fiumicino

La plusvalenza monstre per un’azienda privata con i soldi pubblici del Comune di Fiumicino dopo la nostra inchiesta approda in Senato. A settembre vi abbiamo raccontato l’acquisto sospetto, da parte della giunta guidata dal sindaco Mario Baccini, di un immobile per 1,3 milioni di euro dalla Viam Infrastrutture srl, azienda privata che aveva comprato l’edificio un anno e mezzo prima a soli 520 mila euro.

Una vicenda denunciata già alla magistratura contabile, ipotizzando un presunto danno erariale, con un esposto depositato alla Corte dei Conti dai capigruppo dei partiti di opposizione del Comune di Fiumicino, che ora è stata sottoposta anche ai ministri dell’Interno e dell’Economia e Finanze grazie ad una interrogazione presentata dalla senatrice 5 Stelle Alessandra Maiorino.

La senatrice evidenzia ai due ministri che “nonostante la completezza formale dell’iter amministrativo, permane un'evidente sproporzione tra il valore di acquisto sostenuto dal Comune e il prezzo pagato pochi mesi prima dal soggetto privato, tale da far emergere l’ombra di un possibile e macroscopico danno erariale, anche in relazione ai principi di economicità e buon andamento dell’azione amministrativa”, si legge nell’interrogazione presentata lo scorso 19 dicembre. Prezzo peraltro pagato solo per comprare una porzione dell’immobile: dei 2.142 metri quadri totali dell’edificio, ne sono stati acquistati solo 1.401. Un’operazione che non sembra proprio vantaggiosa per le casse comunali tant’è che anche il dirigente dell’area finanziaria del Comune in passato con una nota aveva espresso “tutta la sua preoccupazione in merito all’acquisto dell’immobile e alle ripercussioni negative sulla spesa corrente”.

Preoccupazione espressa anche dalla senatrice che spiega di aver “presentato questa interrogazione per fare piena luce su una vicenda molto sospetta che non può passare sottotraccia visto che parliamo di una plusvalenza a favore di un privato, spendendo soldi pubblici, di circa tre volte tanto rispetto al prezzo di acquisto dell’azienda”. Acquisto dell’immobile da parte della Viam eseguito circa 35 giorni dopo la pubblicazione della delibera con cui il Comune annunciava la necessità di dover reperire nuovi locali.

Maiorino nell’interrogazione inserisce la plusvalenza monstre in un quadro più ampio di “scelte amministrative controverse che hanno interessato il Comune di Fiumicino”, accennando alla gestione “della vicenda della quarta pista aeroportuale, con potenziali ricadute negative su un’area naturalistica di elevato valore ambientale; il progetto del porto crocieristico; l’affidamento diretto delle luminarie natalizie per importi pari a centinaia di migliaia di euro, superiori alla soglia dei 140.000 euro, che impone il ricorso a procedure di gara pubblica”, vicenda, quest’ultima, già raccontata da Report in un recente servizio.

La plusvalenza monstre e gli altri elementi elencati “considerati nel loro complesso – prosegue l’interrogazione – delineano una preoccupante ricorrenza di operazioni amministrative a vantaggio di soggetti privati, con un utilizzo delle risorse pubbliche che appare in contrasto con i principi sanciti dall’articolo 97 della Costituzione”.

Per questo motivo la senatrice ha chiesto ai due ministri se sono innanzitutto “a conoscenza dell’iter amministrativo e contabile che ha condotto all’acquisto dell’immobile” e se il ministro dell’Interno “abbia avviato o intenda avviare verifiche ispettive sulla legittimità del procedimento, con particolare riferimento alla congruità del prezzo di acquisto e alla valutazione dell’interesse pubblico sotteso all’operazione”. L’interrogazione si conclude chiedendo ai ministri “quali iniziative si intenda assumere per garantire la tutela delle risorse pubbliche, il rispetto dei principi di economicità, trasparenza e concorrenza e per prevenire il ripetersi di analoghe vicende negli enti locali”.

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