Piattaforma gigante alla deriva sul Tevere, è finita nel fiume durante le piogge invernali

Un enorme pezzo di legno piatto che affiora dalle acque del Tevere. A sollevarlo fuori dal pelo dell'acqua è il braccio meccanico di un'autogru. Non si tratta del ritrovamento di un'antica nave romana, ma della rimozione di un rifiuto dal letto del "Biondo", esattamente sotto l'arcata principale di Ponte Cestio. Operazione che sta coinvolgendo gli agenti della polizia locale di Roma Capitale del Gruppo sicurezza sociale urbana, Nucleo tutela fluviale insieme con gli operatori specializzati dei vigili del fuoco, sin dalle prime ore del pomeriggio di oggi primo aprile.

I resti della piena di febbraio
Come appreso da Fanpage.it si tratta del relitto di una piattaforma galleggiante, staccatosi dalla golena destra del fiume capitolino durante gli ultimi eventi alluvionali dello scorso febbraio. L'immagine che torna alla memoria è quella delle banchine completamente sommerse, piste ciclabili e parchi d'affaccio compresi. La piattaforma, strappata dalla riva dalla forza del corso d'acqua in piena, insieme con i monopattini e gli attrezzi per il fitness, è rimasta incagliata fino ad oggi sotto al ponte che collega il Lungotevere degli Anguillara con l'Isola Tiberina.
Chiusa parte del Ponte Ferrato
Ma la rimozione è una manovra tutt'altro che facile, vista la posizione della detrito rispetto alla passerella fluviale. Considerata la potenziale pericolosità dell'intervento, gli agenti hanno chiuso al passaggio di pedoni e macchine parte del Ponte Ferrato che collega l'argine alberato all'ospedale Isola Tiberina. Attualmente è possibile percorrerlo solo dal lato a valle del Tevere, quello che guarda verso Ponte Palatino. L'intervento si protrarrà per tutto il tempo necessario allo sgombero del rifiuto, terminate le operazioni il ponte verrà regolarmente riaperto e la circolazione tornerà alla normalità.