Il ministero della Salute, alla luce delle decisioni degli altri Paesi europei e a quanto stabilito dall'Ema, l'Agenzia europea del farmaco, raccomanda l'uso preferenziale del vaccino AstraZeneca "nelle persone di età superiore ai 60 anni". Chi ha già ricevuto la prima dose del vaccino Vaxzevria, questo il nuovo nome del siero, potrà completare il ciclo vaccinale con lo stesso vaccino. Queste nuove decisioni potrebbero rallentare la campagna vaccinale in tutta Italia e anche, quindi, nel Lazio.

Le nuove decisioni sul vaccino AstraZeneca

In una conferenza stampa che si è tenuta il 7 aprile l'Ema ha fatto sapere che alcuni rarissimi casi di trombosi cerebrale dei seni venosi potrebbero essere un effetto collaterale del vaccino di AstraZeneca. La maggior parte dei casi si è verificata nelle donne sotto i 60 anni di età ed entro due settimane dalla vaccinazione. Tuttavia specifici fattori di rischio legati a sesso ed età non sono stati confermati. Il comitato di vigilanza dell'Ema ha esaminato 86 casi in totale che sono stati inseriti entro il 22 marzo nel database dell'Unione Europea. Di questi, 18 sono risultati fatali. I benefici del vaccino, ha ribadito ancora una volta l'Ema, superano di gran lunga i rischi di questo effetto collaterale.

Sebbene i fattori di rischio legati all'età e al sesso non siano stati confermati dall'Ema, questi casi si sono verificati in donne con meno di 60 anni. Inoltre nella popolazione anziana il rischio di morte legato all'infezione da SarS-Cov2-2 è molto più elevato rispetto alle fasce più giovani della popolazione. Per questi due fattori, il Consiglio superiore della Sanità e il Cts hanno consigliato al governo italiano di raccomandare l'uso preferenziale del vaccino AstraZeneca nella popolazione superiore ai 60 anni di età.

La circolare firmata dal professore Gianni Rezza spiega che "sulla base delle attuali evidenze, tenuto conto del basso rischio di reazioni avverse di tipo tromboembolico a fronte della elevata mortalità da COVID-19 nelle fasce di età più avanzate, si rappresenta che e' raccomandato un suo uso preferenziale nelle persone di eta' superiore ai 60 anni". Inoltre, "in virtù dei dati ad oggi disponibili, chi ha già ricevuto una prima dose del vaccino Vaxzevria, può completare il ciclo vaccinale col medesimo vaccino".

La campagna vaccinale del Lazio: perché potrebbe rallentare

Quando il vaccino AstraZeneca è stato approvato dall'Ema e dall'Aifa (a fine gennaio), esso è stato raccomandato per persone con età inferiore a 65 anni. Questo perché non erano disponibili studi a sufficienza sugli effetti del siero sulla popolazione anziana. Con l'avvio delle vaccinazioni in Europa, ma soprattutto della campagna nel Regno Unito, questi dati sono arrivati e l'utilizzo è stato esteso a tutta la popolazione. Fino ad allora, però, la Regione Lazio ha somministrato questo vaccino a insegnanti under 65 e forze dell'ordine. Stando ai dati del governo aggiornati allo scorso 2 aprile, il Lazio ha somministrato 108mila prime dosi al personale scolastico, praticamente tutte AstraZeneca, su una platea di 128mila cittadini. Stesso discorso per le forze dell'ordine: 35mila agenti di polizia, militari e carabinieri hanno già ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca. È stato vaccinato con AstraZeneca anche una parte (piccola) del personale sanitario e una parte degli over 70. Gli over 80 hanno ricevuto praticamente soltanto Pfizer e Moderna. In totale, riassumendo, circa 300mila cittadini del Lazio hanno già ricevuto la prima dose del vaccino Astrazeneca. Dal momento che la seconda dose di questo vaccino viene somministrata dopo tre mesi, i richiami inizieranno a inizio maggio.

Somministrazione vaccini Lazio fino a fine marzo
in foto: Somministrazione vaccini Lazio fino a fine marzo

Nelle prossime settimane, inoltre, verrà completata la prenotazione, a questo punto con le sole dosi di AstraZeneca, per gli over 60. Dal 7 aprile sono attive quelle per i 64enni ed è probabile che per le prossime fasce d'età over 60 si utilizzi soltanto AstraZeneca. Come è evidente, gran parte delle dosi che arriveranno fino a maggio, serviranno per i richiami e, in ogni caso, AstraZeneca ha già annunciato un ulteriore taglio nella consegna delle dosi. Non ci dovrebbero essere, fino a maggio, problemi di abbondanza di dosi.

I problemi per il Lazio da maggio in poi

I problemi principali per il proseguimento della campagna vaccinale nel Lazio sono tre. Il primo: i grandi hub vaccinali del Lazio, come quello della Nuvola, di Fiumicino e della Stazione Termini, somministrano soltanto dosi AstraZeneca e questo anche perché si tratta di un vaccino molto facile da conservare e da maneggiare. Stesso discorso per i medici di famiglia, che avevano cominciato a vaccinare presso i loro studi. Il vaccino monodose Johnson&Johnson, anch'esso facile da conservare e che, soprattutto, non necessita di richiamo, potrebbe sostituire AstraZeneca negli hub. Ad aprile, tuttavia, arriveranno pochissime dosi e anche nei mesi estivi, comunque, saranno molte meno rispetto a quelle previste di AstraZeneca. E questo è il secondo problema: il vaccino anglo-svedese, infatti, è quello su cui ha più investito l'Unione Europea e per l'estate è previsto l'arrivo di milioni di dosi. Nello specifico ne dovrebbero arrivare 10 milioni tra aprile, maggio e giugno. Una volta terminata la vaccinazione della popolazione anziana a chi andranno? L'Italia potrà farne a meno grazie all'arrivo di altri vaccini? Il terzo problema: la perdita di fiducia in questo vaccino potrebbe determinare rinunce negli appuntamenti e poche prenotazioni nella popolazione over 60.

Dosi previste in Italia
in foto: Dosi previste in Italia

Figliuolo è sicuro: "Decisioni su AstraZeneca non cambierà piano vaccinale"

Secondo il commissario straordinario per l'emergenza Covid, il generale Francesco Paolo Figliuolo, questi problemi non determineranno un rallentamento nella campagna e l'obiettivo rimane quello di arrivare a 500mila dosi a fine mese: "Le seconde dosi di AstraZeneca vanno a chi ha fatto già la prima. Le altre dosi andranno alle persone tra i 60 e i 79 anni, una platea di 13 milioni 275 mila possibili utenti, di cui 2 milioni 270 mila hanno gia' ricevuto una prima dose. Il target è questo, e l'afflusso di dosi è coerente con questo target. In questo trimestre e nel prossimo  arriveranno 30 milioni di dosi di Astrazeneca che copriranno questo target. L'importante adesso e' ridare fiducia a tutti e vaccinarci. Se riusciamo a completare gli over 80 e i fragili, come si sta ben facendo qui, riusciremo ad aprire alle classi produttive".

Nel Lazio l'obiettivo è arrivare a 50mila dosi di vaccino somministrate ogni giorno. Attualmente ne vengono somministrate 25/27mila, ma nelle consegne, almeno fino a fine aprile, non ci sarà alcun cambio di passo. Dovrebbero arrivare 8 milioni di vaccini entro fine aprile in tutta Italia, praticamente la stessa quantità di quelli ricevuti in tutto il mese di marzo. Da maggio, probabilmente, gli arrivi cresceranno a ritmo sostenuto (ma molte saranno proprio dosi di AstraZeneca).