Parrucchiere molesta e perseguita stagista 17enne nel suo centro estetico a Roma: condannato

Stava lavorando come parrucchiera stagista in un centro estetico a La Storta, nella zona a nord ovest della Capitale, quando il titolare del centro estetico ha iniziato a rivolgerle attenzioni sempre più morbose, costringendola ad abbandonare il lavoro. In due occasione l'aveva palpeggiata sulla coscia e sul seno e le aveva iniziato ad inviare continui messaggi per chiederle appuntamenti fuori dal lavoro, facendole apprezzamenti non richiesti. Così l'uomo, un quarantanovenne, è finito in tribunale ed è stato condannato dai giudici della V sezione penale di piazzale Clodio a 3 anni di reclusione per violenza sessuale e stalking.
L'inizio del lavoro e le molestie del titolare
La giovane ha iniziato a lavorare nel centro estetico che era ancora minorenne, dopo aver frequentato una scuola. Lo stage ha avuto inizio nell'ottobre del 2022 e l'adolescente si è subito fatta apprezzare da titolare e dipendenti tanto da riuscire ad ottenere il rinnovo del contratto per i mesi successivi. Ma è a quel punto che qualcosa ha iniziato a non andare come avrebbe dovuto.
In un'occasione le era capitato di restare sola con il titolare all'interno del negozio, lui l'aveva invitata a sedersi accanto a lui e l'ha palpeggiata, come ricostruito dalle indagini. La reazione è stata immediata e lei si è divincolata e allontanata dall'uomo. Poi, però, si è trovata davanti una situazione simile, stavolta in un bar. L'uomo l'aveva invitata per un caffè, come faceva con tutti i dipendenti, come testimoniato da loro stessi in aula. Le avrebbe dovuto consegnare lo stipendio, ma in quel caso, invece, l'aveva palpeggiata sul seno. Così, a maggio del 2023, la giovane ha scelto di lasciare il lavoro e ha sporto denuncia.
La denuncia e il processo: la condanna al titolare del centro estetico
La giovane non soltanto ha raccontato dei due episodi, ma anche dei continui messaggi, degli apprezzamenti non richiesti per il suo aspetto, della richiesta di incontri e anche di quando, in un'occasione, il titolare l'aveva seguita fino alla fermata dell'autobus per avere risposte, afferrandola per i polsi.
Una volta in aula, l'imputato ha negato ogni accusa, senza riuscire però a convincere i giudici che, invece, lo hanno condannato a 3 anni di carcere, a fronte della richiesta della pm di 5 anni e mezzo, con le accuse di violenza sessuale e stalking. Nel frattempo, però, l'avvocata che lo assiste ha già annunciato ricorso in appello.