Omicidio Willy Monteiro, la Cassazione: “Dai fratelli Bianchi nessun segno di pentimento”

Un "comportamento processuale alieno da forme di ravvedimento" quello dei fratelli Bianchi secondo i giudici della quinta sezione penale della Corte di Cassazione: è quanto si legge nelle motivazioni della sentenza con cui, nello scorso novembre, è stato reso definitivo l'ergastolo di Marco Bianchi per l'omicidio di Willy Monteiro Duarte. I giudici, con questa sentenza, confermano le responsabilità per omicidio volontario a Marco Bianchi, mentre per il fratello Gabriele, condannato a 28 anni, è stato disposto un nuovo processo di Appello per ridiscutere le attenuanti generiche: nella prossima udienza d'Appello, a seconda dell'eventuale riconoscimento delle attenuanti, potrebbero cambiare gli anni previsti dalla pena.

La sentenza e l'ergastolo per Marco Bianchi
Nelle pagine con cui i giudici della Cassazione hanno reso definitivo l'ergastolo di Marco Bianchi hanno escluso ogni forma di dolo e sottolineato le "modalità obiettive dell'azione". Il numero dei colpi inferti alla vittima e la gravità con cui sono stati scagliati, utilizzando anche le tecniche di arti marziali di cui entrambi i fratelli sono conoscitori, aggiunta all'insistenza e alla brutalità della violenza contro una persona che già a terra, secondo i giudici dimostrano la consapevolezza della letalità dell'aggressione.
Perché per solo uno dei fratelli Bianchi è scattato l'ergastolo
La condanna all'ergastolo è scattato soltanto a uno dei fratelli Bianchi, Marco, che ha dichiarato di aver preso parte al pestaggio e di aver scagliato il primo calcio a Willy. Un calcio che, senza che vi fossero altri colpi, poteva già essere considerato capace di uccidere. Altre sentenze precedenti, invece, attribuiscono il calcio iniziale a Gabriele, che non ha mai dichiarato di aver colpito Willy Monteiro. "Preferisco morire in carcere, piuttosto che dirlo", ha sostenuto. Ora a decidere la sua condanna sarà il prossimo processo.
Il processo per la morte di Willy Monteiro
A processo gli imputati per la morte di Willy Monteiro, ucciso nel settembre del 2020, in totale erano quattro, tutti giudicati colpevoli dai giudici. In primo grado i fratelli Marco e Gabriele Bianchi sono stati condannati all’ergastolo.
Nel processo d’Appello che si è tenuto dopo, invece, i giudici hanno invece riconosciuto le attenuanti generiche, pur confermando la responsabilità per omicidio volontario, e hanno ridotto la condanna a 24 anni di reclusione. In secondo grado, invece, per Marco è stato ripristinato l'ergastolo, mentre la condanna di Gabriele si è fermata a 28 anni.
La colpevolezza degli imputati è stata ribadita ancora una volta dalla Corte di Cassazione che ha reso definitive le condanne già inflitte agli altri due imputati: Francesco Belleggia, per cui è scattata la condanna a 23 anni di prigione e Mario Pincarelli, condannato invece a 21.