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Il piccolo Gabriel Feroleto soffocato dalla mamma

Omicidio Gabriel Feroleto, pena dimezzata alla madre: Donatella di Bona condannata a 16 anni

Donatella Di Bona, la donna che nel 2019 ha ucciso il figlio Gabriel Feroleto, è stata condannata in appello a sedici anni di reclusione.
A cura di Natascia Grbic
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Donatella Di Bona è stata condannata in appello a sedici anni di reclusione per l'omicidio del figlio di tre anni, Gabriel Feroleto. In primo grado la donna era stata condannata a trent'anni di reclusione, pena dimezzata oggi dai giudici che hanno concesso le attenuanti generiche. "La Corte d’Assise di Appello di Roma ha condannato Donatella Di Bona a 16 anni di reclusione, concedendole le circostanze attenuanti generiche in forma prevalente alle contestate aggravanti – hanno dichiarato in una nota gli avvocati Alberto Scerbo e Giancarlo Corsetti, legali rispettivamente di Di Branco Rocca, madre di Donatella Di Bona e di Di Bona Luciano – La famiglia ha atteso fiduciosa la decisione della Corte e la accoglie con rispetto, continuando a credere fermamente nella Giustizia, come del resto ha sempre fatto in questi anni. Resta immutato il dolore per la tragica perdita del piccolo Gabriel".

L'omicidio commesso insieme all'ex compagno

La donna ha ucciso Gabriel il 17 aprile del 2019 mentre si trovava in compagnia del padre del bambino ed ex compagno, Nicola Feroleto. Secondo quanto accertato dai carabinieri in fase di indagine, Di Bona ha soffocato il figlio perché aveva interrotto un rapporto sessuale tra lei e l'ex, che ha guardato la scena senza fare nulla. La donna ha poi raccontato che è stato l'uomo a gettare il corpicino del bimbo tra i rovi. Nicola Feroleto è stato invece condannato a ventiquattro anni di carcere dopo che la Procura ha accolto la proposta di concordato avanzata dalla difesa, con l'accusa di omicidio aggravato derubricata a omicidio semplice.

L'omicidio di Gabriel e l'arresto dei genitori

L'omicidio del piccolo Gabriel Feroleto ha scosso l'Italia. Il 17 aprile 2019 la madre è corsa a casa con il corpo senza vita del bimbo in braccio, dicendo che era stato ucciso da un'auto pirata, fuggita dopo l'impatto. Sul posto sono arrivati immediatamente i carabinieri, ma sin da subito hanno capito che c'era qualcosa che non quadrava: il bambino non aveva sul corpo segni compatibili con quelli di un investimento. L'hanno così portata in caserma per ascoltarla, e dopo ore ha confessato: a uccidere il piccolo era stata proprio lei. Dopo due giorni è stato arrestato anche il padre: ai militari aveva raccontato di avere un alibi, smentito poi dall'ex compagna che ha dichiarato come l'uomo non fosse con lei nelle ore dell'omicidio. A inchiodarlo sul luogo del delitto era stata Donatella Di Bona, che ha raccontato agli inquirenti della sua partecipazione al delitto.

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