Morte del carabiniere Mario Cerciello Rega a Roma

Omicidio Cerciello, sconto di pena per gli imputati in appello bis: 15 anni a Elder, 11 a Hjorth

Il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega è stato ucciso la notte del 26 luglio 2019. Finnegan Lee Elder è stato condannato a quindici anni e due mesi di carcere, Gabriel Natale Hjorth a undici anni e quattro mesi.
A cura di Natascia Grbic
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Finnegan Lee Elder e Gabriel Natale Hjorth
Finnegan Lee Elder e Gabriel Natale Hjorth
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Sono stati condannati rispettivamente a quindici anni e due mesi di carcere e undici anni e quattro mesi, Finnegan Lee Elder e Gabriel Natale Hjorth, i due ragazzi americani imputati per l'omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega. A richiedere un nuovo processo di secondo grado era stata la Corte di Cassazione, relativamente alle circostanze aggravanti e al reato di resistenza a pubblico ufficiale per Elder, e al concorso in omicidio per Hjorth. La procura generale di Roma aveva chiesto una condanna a ventitré anni e nove mesi di carcere per Elder, e a ventitré anni per Hjorth. La corte di Appello, nel processo di appello bis, ha applicato uno sconto di pena a entrambi.

Legale famiglia Cerciello: "Sentenza generosa, ma ci interessava responsabilità"

"A noi interessava una affermazione di responsabilità per entrambi. Non abbiamo mai fatto questioni di pena.
La Corte ha riconosciuto la responsabilità sia dell'uno che dell'altro, anche se per Natale con un titolo di reato diverso. Questo era quello che a noi parti civili interessava". Lo ha dichiarato Franco Coppi, avvocato di Rosa Maria Esilio, vedova di Mario Cerciello Rega. "Certamente rispetto alla gravità del fatto è una sentenza indubbiamente generosa, ma noi non eravamo interessati alla entità della condanna. Eravamo interessati al fatto che venisse riconosciuta la responsabilità di entrambi. Per Elder era stata già definita dalla Cassazione".

Legali Elder: "Aspettavamo sentenza da 5 anni"

"La decisione pronunciata oggi ha evidenziato una qualificazione giuridica delle condotte di quella tragica sera certamente più aderente alle effettive responsabilità di Finnegan – hanno dichiarato gli avvocati di Elder, Renato Borzone e Roberto Capra – Attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza, ma possiamo affermare che il riconoscimento di uno dei punti fondamentali del processo, vale a dire che Elder non abbia potuto conoscere lo status di appartenente alle forze dell'ordine del vicebrigadiere Cerciello, consente di leggere i fatti in modo diverso. Dispiace aver dovuto attendere ben cinque gradi di giudizio per vedere riconosciuto ciò che il ragazzo americano ha detto sin dal primo interrogatorio".

Le richieste della procura

"Hanno agito in concorso, sempre. Sia a Trastevere, quando vanno a comprare la droga che poi in Prati, subito dopo, nella preparazione dell'agguato", ha dichiarato il aula lo scorso 10 aprile il procuratore generale Bruno Giangiacomo. Per il pg Hjorth aveva la stessa responsabilità di Elder nell'omicidio del vicebrigadiere. Nonostante non fosse stato lui a sferrare materialmente le coltellate, "sapeva che Elder aveva con sé un coltello da 18 centimetri, non si sottrae allo scontro con i due militari e lui, che è italoamericano, sa che i due sono carabinieri. Natale, prima di fuggire insieme a Elder, dice ‘è abbastanza', quindi ha capito che è successo. Subito dopo l'omicidio infine, in albergo, Natale aiuta Elder a nascondere il coltello insanguinato". Per il pg, però, "non ci sono elementi per stabilire che Elder conoscesse la parola ‘carabinieri'".

L'omicidio di Mario Cerciello Rega

Mario Cerciello Rega è stato ucciso la notte del 26 luglio 2019 a Roma, in via Pietro Cossa, quartiere Prati. Era intervenuto con il collega Andrea Varriale dopo la richiesta di aiuto da parte di Sergio Brugiatelli, un uomo che poco prima aveva fatto da intermediario per una compravendita di droga tra i due turisti e un pusher. Le cose però, non erano andate come previsto: mentre i ragazzi stavano prendendo la cocaina, sono intervenute le forze dell'ordine, scatenando un fuggi fuggi generale. Elder e Natale hanno afferrato lo zaino di Brugiatelli, con all'interno i suoi effetti personali, e lo hanno poi minacciato: gli hanno detto che avrebbe dovuto portargli della cocaina più soldi in contanti. Il pusher, infatti, gli aveva dato della polvere bianca al posto della droga.

Brugiatelli, spaventato, si è rivolto ai carabinieri. All'appuntamento con i due turisti americani si sono presentati Cerciello e Varriale. Quando Elder e Hjorth li hanno visti, ne è nata una colluttazione: ed è a quel punto che Elder ha colpito a morte Cerciello con diverse pugnalate, scappando e lasciandolo morire a terra dissanguato. La difesa ha sempre sostenuto che i due ragazzi non pensavano di avere a che fare con due carabinieri, ma con due spacciatori. Mentre Varriale, collega di Cerciello, ha dichiarato più volte che sia lui sia il vicebrigadiere, si sono identificati prima di fermare Elder e Natale.

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