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Morte del carabiniere Mario Cerciello Rega a Roma
30 Novembre 2021
19:14

Omicidio Cerciello Rega, difesa Elder parte civile: “Testimoni hanno fornito false testimonianze”

Gli avvocati di Finnegan Lee Elder, il ragazzo accusato dell’omicidio del brigadiere, hanno avviato le procedure per costituirsi parte civile nei procedimenti sulle false testimonianze.
A cura di Enrico Tata
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Morte del carabiniere Mario Cerciello Rega a Roma

La procura di Roma ha avviato un'indagine per falsa testimonianza nei confronti di Constantin Saracila, Ahmed Tamer e Italo Pompei. Avrebbero detto il falso nell'ambito del processo sulla morte di Mario Cerciello Rega e per questo gli avvocati di Finnegan Lee Elder, il ragazzo accusato dell'omicidio del brigadiere, hanno avviato le procedure per costituirsi parte civile nei procedimenti a loro carico.

Le presunte false testimonianze al processo Cerciello Rega

I legali Renato Borzone e Roberto Capra, difensori dello studente americano, ricordano di aver chiesto fin dall'inizio, "senza mai ricevere alcuna spiegazione in sede giudiziaria, che fossero indagate le ragioni per cui Costantin Saracila, che il Comandante Del Prete della stazione Carabinieri Prati aveva accertato non fosse presente sul luogo dei fatti, sia stato ‘ripescato' dagli investigatori pochi giorni dopo alla vigilia del Ferragosto 2019". Saracila ha raccontato al processo di aver visto Cerciello Rega e il collega Varriale mentre parlavano con i due ragazzi americani, Elder e Cristian Gabriel Natale Hjort, Una testimonianza, ricordano gli avvocati di Elder, "che è stata enfatizzata dalle informative a sostegno della tesi dell'accusa circa il fatto che i due Carabinieri Varriale e Cerciello si fossero qualificati di fronte ai ragazzi americani".

Pompei e Tamer, invece, "hanno contribuito ad alterare la verità nella ricostruzione dei fatti della prima parte della nottata, a Trastevere; in particolare sul loro ruolo dì informatori dei carabinieri, ruolo (tenuto nascosto dai due testi) che avrebbe fornito una chiave di lettura dei successivi eventi della tragica notte del 26 luglio 2019, sui quali si sono addensate stranezze e contraddizioni". Per questi motivi la difesa di Elder è pronta a costituirsi parte civile nei processi per falsa testimonianza, "anche al fine di recuperare la verità sulla ingiusta condanna subita da Finnegan ELDER, in attesa della prossima celebrazione del processo d'appello", concludono.

La condanna di Finnegan Lee Elder e Christian Natale Hjorth

L'omicidio di Cerciello Rega è avvenuto nella notte del 26 luglio 2019 nel quartiere Prati a Roma. Il carabiniere è stato ucciso con undici coltellate. La Corte d'assise ha condannato in primo grado Finnegan Lee Elder e Christian Natale Hjorth alla pena dell'ergastolo. Stando a quanto ricostruito, i due carabinieri avevano il compito di recuperare lo zaino di Sergio Brugiatelli, rubato a Trastevere dai due ragazzi americani. In cambio dello zaino, Elder e Natale Hjorth hanno chiesto della droga, ma all'appuntamento, fissato nei pressi del loro hotel, si sono presentati i due carabinieri, Mario Cerciello Rega e Andrea Varriale. Elder ha estratto un coltello dal giubbotto e ha colpito a morte Cerciello Rega, mentre Varriale era impegnato con l'altro ragazzo.

"I due imputati sono ben consapevoli di trovarsi in una situazione di illecità da loro stessi provocata e dalla quale possono ritenersi legittimati a uscire mediante il ricorso a una simile violenza. Non siamo di fronte a una reazione armata, ma al contrario a un'azione finalizzata all’offesa volta a evitare il verosimile arresto da parte delle forze dell’ordine intervenute sul posto e qualificatesi come tali", si legge nelle motivazioni dei giudici.

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