Finnegan Lee Elder
in foto: Finnegan Lee Elder

Finnegan Lee Elder dormiva "con la pistola" e ha tentato più volte di togliersi la vita. L'ultima è stata pochi giorni prima di partire per la Germania e poi per l'Italia, dove si è reso responsabile dell'omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. Secondo i professori Stefano Ferracuti e Vittorio Fineschi, che hanno svolto la perizia psichiatrica sul giovane Americano, Elder avrebbe giocato con la pistola alla roulette russa: "Lo ha fatto con una calibro 32 senza uno specifico motivo facendo più di un tentativo. Alla luce di questa situazione la madre gli avrebbe suggerito di fare un viaggio in Europa per distrarsi". Un altro tentativo di togliersi la vita l'avrebbe fatto nel 2018 a San Francisco nella zona del Golden Gate bridge, dove si gettò in acqua e tentò di annegare. All'età di 16 anni, inoltre, si tagliò i polsi per due volte. Il nonno e lo zio di Elder, tra l'altro, si sono tolti la vita e anche lui, secondo gli psichiatri, "ha ideazione suicidiaria cronica". Nei mesi scorsi in carcere ha parlato di un ‘piano B' in caso il processo dovesse andare male e questo, sempre per gli psichiatri, sarebbe un "comportamento tipico di chi ha un disturbo della personalità". Soffrirebbe anche di un "sentimento cronico di rabbia" e un episodio in questo senso è rappresentato da una rissa a cui ha partecipato a 16 anni e per la quale è stato condannato a due settimane di carcere e a due anni di messa in prova.

"Molto intelligente, ma drogato e vittima di violenze da piccolo"

"Era un bambino molto intelligente ma non adeguatamente compreso dall'ambiente in cui è cresciuto", hanno dichiarato i medici. Avrebbe subito da piccolo "bruciature di sigarette, i genitori facevano uso di alcool e in famiglia c'era una forte conflittualità". Fa ripetuto "uso di droga tra cannabinoidi, cocaina e allucinogeni e anche psicofarmaci prescritti. Ha detto che l'assunzione dei cannabinoidi ha un uso terapeutico dato che è l'unica cosa che gli rende accettabile l'esistenza. Si rende conto che si è rovinato la vita e che gli dispiace, ma lo dice uno che sta assumendo psicofarmaci in gran quantità".

"Elder era capace di intendere e di volere, ma non pensava che Cerciello fosse un carabiniere"

Per quanto riguarda la notte dell'omicidio al momento del fatto, sempre secondo i medici, "si rendeva conto di cosa stesse facendo: era capace di intendere e di volere". Probabilmente, però, "se avesse saputo che erano forze dell'ordine non avrebbe reagito così come poi ha fatto". Non sapeva che Mario Cerciello Rega e Andrea Varriale fossero carabinieri, ma li riteneva invece "mafiosi, intendendo, delinquenti. Sapevano di aver sottratto zaino e di aver chiesto soldi e droga. Si aspettava reazioni da quei delinquenti. Quindi la violenza è stata determinata dalla mancanza di cognizioni. Ma conserva la memoria dell'evento. Nella sua storia non ci sono state condizioni di disassociazione, di delirio o di allucinazioni. Non ha pensato fossero appartenenti alle forze dell'ordine perché negli Usa i poliziotti in borghese intervengono per fatti importanti e non per questi fatti minori".