Olimpiadi a Roma, scontro aperto per la proposta di candidatura del Campidoglio: “Puntiamo al 2040”

Sarà che ancora non è scesa la febbre olimpica, ma un'eventuale candidatura di Roma a ospitare i Giochi nel 2036 o, più probabilmente, nel 2040 sta infiammando gli animi di politici e amministratori. In tanti hanno già espresso la loro opinione, mentre una mozione per "l'avvio delle attività esplorative" sul tema è stata protocollata quasi un mese fa dai consiglieri di Azione in Assemblea Capitolina, Flavia De Gregorio e Antonio De Santis, che a Fanpage.it dichiarano: "Le Olimpiadi possono essere una straordinaria occasione di rigenerazione e modernizzazione, ma solo se fondate su analisi rigorose, sostenibilità e interesse pubblico".
Il dibattito sulle Olimpiadi: Roma ce la può fare?
Al momento i toni sono entusiasti, ma forse proprio quando qualcuno inizia a tarpare le ali si può trovare la lucidità di provarci sul serio. Quel qualcuno è il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, che ha dichiarato: "Adesso tutti vogliono salire sul carro dei vincitori, anche chi ha già perso una grande opportunità". Poi, per non farsi mancare niente, ha aggiunto che se si vuole "garantire un successo, dobbiamo farle in Lombardia".
Dal Campidoglio non si è fatta attendere una risposta, con l'assessore a Sport, Turismo, Grandi Eventi e Moda Alessandro Onorato che ha fatto notare come sia un "peccato che il presidente Fontana, nella speranza vana di racimolare pochi voti nella Pianura Padana, si avventuri in stereotipi che danneggiano la credibilità dell’intero Paese". Oltre le rivalità, alla fine, siamo tutti italiani e un grande evento come le Olimpiadi, "non è difficile capire", aggiunge Onorato, "non possono essere una sfida tra territori, ma un progetto condiviso di tutto il Paese. Quando l’Italia si muove insieme, con Roma Capitale al centro, può sicuramente puntare ai traguardi più ambiziosi".
Candidatura da sola o con altri?
La politica ha le sue dinamiche – partitiche, di territorio, d'interesse… -, ma lo sport le sue. A riportare ordine è intervenuto Giovanni Malagò, presidente del Coni dal 2013 al 2025 e presidente della Fondazione Milano Cortina organizzatrice dei giochi invernali, che al Messaggero ha detto quanto sia "prematuro" parlare adesso di questo argomento. Complice anche i cambiamenti nelle modalità con cui vengono scelte le sedi ospitanti, decise non più tramite voto ma con il giudizio di una commissione del Comitato Olimpico Internazionale. Ma soprattutto, per presentare una candidatura, serve l'accordo di governo e amministrazione comunale, istituzioni che si rinnoveranno nel 2027. E chissà se proprio Malagò, da tempo corteggiato dal centrodestra romano, non sarà della partita.
L'ex numero uno del coni, però, ha aggiunto anche che Roma ha un "vantaggio competitivo", rispetto ad altre città italiane, nello Stadio Olimpico, condizione necessaria per l'atletica leggera. Su questo è d'accordo anche Onorato, che al Corriere della Sera, ha specificato che "Roma può farcela tranquillamente da sola, ma può essere una soluzione anche quella di coinvolgere un'altra città, penso a Napoli per esempio". Inoltre, secondo l'assessore, sarebbero già a disposizione il 90 per cento degli impianti necessari, con solo un palazzetto da aggiungere.
Azione: "Si mettano in campo tutte le azioni utili alla candidatura"
Tutto pronto, quindi? Al momento l'unico passo concreto è la mozione di Azione. "Abbiamo dato il primo passo concreto per valutare con serietà la candidatura di Roma ai Giochi del 2040 – aggiungono a Fanpage.it De Gregorio e De Santis, invitando, però, alla prudenza -. Abbiamo chiesto studi approfonditi e un coordinamento istituzionale forte: Roma deve scegliere con lucidità, non inseguire annunci".
Il partito di Carlo Calenda è compatto nella linea da seguire, con anche il consigliere regionale Alessio D'Amato che vede nei Giochi "un'opportunità enorme che non si può mancare una seconda volta" dichiara a Fanpage.it ricordando la candidatura per l'edizione del 2024 sfumata all'ultimo con l'opposizione della Giunta a guida Movimento 5 Stelle. "Occorre procedere senza indugi e mettere in campo da subito tutte le azioni utili a rafforzare una proposta credibile per centrare l’assegnazione diretta da parte di Cio – aggiunge -. La rinuncia del passato è stata un errore strategico. Ora si tratta di costruire un percorso istituzionale serio, trasparente e condiviso sul modello di quanto avvenuto per il Giubileo".
La maggioranza capitolina, insomma, sembra fare sul serio. Ma sembra che anche i pentastellati – almeno qualcuno – siano aperti all'idea di vedere la bandiera a cinque cerchi sventolare sui sette colli. Rispetto al 2016, con le inchieste di Mafia Capitale, il commissariamento e i conti a pezzi, Roma è molto diversa.