Non solo la gattina Rosi abusata a Tor Tre Teste: nella stessa zona di Roma scomparsi altri randagi

È trascorsa una settimana da quando la gattina Rosi, abusata e violentata nel parco di Tor Tre Teste, è arrivata nella clinica veterinaria. "Ci aspettavamo dei miglioramenti che non sono mai arrivati. E oggi, forse, è il primo giorno in cui ci stiamo accorgendo che è davvero peggiorata". Queste le parole dei veterinari si stanno occupando della gattina a Simona Berterame per Fanpage.it.
Nella clinica medici e persone che ormai si stanno affezionando alla gattina Rosi stanno facendo di tutto per provare a salvarla, nonostante le condizioni ancora così critiche. Appena cinque giorni fa, aveva mostrato una forza incredibile: non aveva ancora smesso di lottare. Nel frattempo, però, l'allarme è in corso per altri gattini: nella zona, infatti, sono molti i randagi scomparsi nell'ultimo periodo.
I gatti randagi a Roma dopo lo stupro della gattina Rosi
"La gattina non girava dentro al condominio, ma poco distante da qua. Ho chiesto ai vicini che le danno da mangiare. Mi hanno detto che si chiamava Rosi e che girava nella zona da almeno sette o otto anni", spiega la donna che ha ritrovato la micia in condizioni critiche nel giardino sotto casa. "La cosa che più spaventa è che questi signori, che si occupavano di lei da così tanto tempo, nell'ultimo periodo si sono accorti che a poco a poco molti altri gattini hanno iniziato a sparire – aggiunge – Due sono stati trovati morti. Ma non si conosce la causa".
Nel frattempo resta aperta la ricerca dell'uomo che ha violentato la gattina a carico del quale, come sottolineato in più di un esposto, fra cui quello di Enpa, viene richiesto sia riconosciuta la "pericolosità sociale". Per cercarlo e comprendere come sia arrivata nel parco la micia, sono state passate al vaglio le videocamere di sorveglianza: "Non riusciamo a capire come sia arrivata qui. Resta un mistero – spiega ancora Stefania – Spero che Rosi ce la faccia. Dopo quello che ha passato si merita giustizia".
Le condizioni della piccola Rosi, in cura nella clinica veterinaria dopo lo stupro
"Era piena di larve, vermi, sangue. Ho chiamato la polizia municipale, ma visto i tempi lunghi l'abbiamo trasportata con una nostra vicina. E l'abbiamo portata dal veterinario – spiega Stefania, che insieme ai figli ha trovato la micia in condizioni molto gravi – Ci hanno subito detto che era stata violentata". Poi a prendere in carico la gatta è stata anche l'associazione Lega Nazionale per la Difesa del Cane – sezione di Ostia che si è occupata di lei per cercare di trovarla in salute.
La piccola, che sembrava stesse ricominciando a mangiare, invece, continua a rifiutare il cibo. "Continua a non mangiare nonostante venga nutrita tramite un sondino. Anche la sua temperatura non è più normale come era prima – spiega il dottor Paolo Selleri – Ieri era un po' bassa, ieri è diventata troppo bassa. E anche i parametri ematici si stanno abbassando. Nella sfortuna, dobbiamo purtroppo aggiungere che ha un gruppo sanguigno piuttosto raro nei gatti".
"Essendo una gattina randagia, soffre di tante patologie concomitanti che una volta dato l'innesco stanno complicando la situazione – spiega il dottor Andrea De Dominicis – È difficile fare diagnostica su un paziente del genere, perché la micia è davvero molto debilitata". Una volta appreso di quanto ha dovuto subire la micia, in molti hanno scelto di manifestare il proprio affetto. "Si parla spesso dell'episodio, che è bruttissimo, ma non della solidarietà intorno a lei che, fortunatamente, ci ha colpito molto".