I medici di famiglia del Lazio stanno già cominciando a vaccinare gli anziani, dai 60 anni in su, le persone con patologie pregresse gravi e i bambini da 6 mesi e fino a 6 anni. Hanno ricevuto in totale, per ora, circa 450mila dosi di vaccino antinfluenuenzale. Per chi non rientra in queste categorie, però, l'unica strada è l'acquisto in farmacia: dal 15 ottobre, assicura la Regione Lazio, saranno disponibili circa 100mila dosi. In tutto il territorio ci sono circa 1.500 farmacie e significa che in media ognuna avrà a disposizione 70 vaccini. Non pochi, rispetto agli scorsi anni, e non pochi rispetto ad altre regioni italiane che ne hanno fatto richiesta con ritardo, ma troppo pochi rispetto alle richieste dei cittadini. In molte farmacie le liste ormai contengono ottanta o cento nomi e per ora i farmacisti non solo non sanno quante dosi avranno a disposizione, ma neanche quando e con quali modalità: "Al momento non è dato sapere quando arriveranno e in che modalità. Negli anni scorsi ne abbiamo venduti dai 50 ai 100. Quindi a parole saranno sufficienti per il normale servizio quelli messi a disposizione, ma visto l'allarme sociale non saprei, diventa difficile fare un pronostico", spiega Roberto Dominici, farmacista di Roma. "Noi abbiamo una marea di gente che ci arriva per prenotarsi per i vaccini. Avremo almeno 20 persone al giorno che si vorrebbero prenotare. L'anno scorso più o meno 60, ma non c'era questa emergenza.  Dicono che dal 15 ottobre i vaccini saranno disponibili, stiamo aspettando. Già siamo passati a 100mila vaccini, che non è poco. Accontentiamoci di questi e somministriamoli in maniera corretta", racconta Maria Cecilia Zelli, un'altra farmacista romana. D'accordo anche Emilia Bernocchi: "Rispetto allo scorso anno basterebbero, rispetto alle richieste che abbiamo avuto finora e che abbiamo direi di no. Ai clienti sto dicendo che stanno arrivando i vaccini e che entro pochi giorni la Regione, speriamo, ci farà sapere qual è la modalità di approvvigionamento, e sto facendo una lista. Siamo arrivati attualmente a circa 80 persone, per questo dico che non bastano".

Saranno almeno 500mila in più i vaccinati rispetto allo scorso anno

Nel 2018 sono stati vaccinati nel Lazio 922.693 cittadini (di cui circa il 52 per cento della popolazione anziana, cioè gli over 65 in quel caso). Se tutti gli over 60 e le cosiddette categorie a rischio dovessero vaccinarsi si tratterebbe di circa 2,2 milioni di cittadini. A cui vanno aggiunte le persone di età compresa tra i 7 e i 59 anni che, a causa dell'emergenza coronavirus, decideranno quest'anno di vaccinarsi anche contro l'influenza. L'obiettivo della Regione Lazio è di somministrare almeno "1,5 milioni di dosi di vaccino" negli studi medici. La parte restante andrà nelle farmacie e nei centri vaccinali. Il tar del Lazio ha annullato l'ordinanza sull'obbligo di vaccinazione per gli anziani, quindi è possibile che alcune dosi non vengano effettivamente utilizzate dai medici di famiglia. Il Lazio ha ordinato, lo scorso 31 aprile, 2,5 milioni di dosi di vaccino e ne ha a disposizione, ad oggi, circa 900mila. Nella vaccinazione, però, è importante anche il fattore tempo: "Dal momento dell'inoculo e fino al momento della formazione degli anticorpi, passa del tempo. Se facciamo il vaccino a novembre, fino ad aprile abbiamo una copertura adeguata. Se noi lo facciamo più tardi. e di solito l'influenza arriva a dicembre, ecco lì che siamo stretti con i tempi", spiega ancora Dominici.

Più cittadini saranno vaccinati, meno casi di influenza ci saranno. Dal momento che i sintomi influenzali sono paragonabili a quelli della malattia da Covid-19, una vaccinazione massiva aiuterà a non sbagliare le diagnosi.

La polemica sulle vaccinazioni in farmacia

La Regione Lazio con un'ordinanza firmata dal presidente Nicola Zingaretti consente alle farmacie che rispettano determinati requisiti di effettuare le vaccinazioni in loco. Una decisione, questa, che ha scatenato la protesta delle associazioni dei medici di famiglia. "Se i medici strillano che i vaccini non possono farli le farmacie, ricordiamo sempre che i requisiti sono validi per le farmacie, ma anche per i loro studi. E alcuni non hanno spazi idonei. Io auspico una collaborazione: la farmacia può fungere da punto di accesso per la richiesta di vaccinazione. I medici possono eseguire sul campo la vaccinazione e gli infermieri possono dare una mano nell'inoculo, piuttosto che fare polemica. Bisogna parlarsi", è il parere di Dominici. "Un medico prescrive il vaccino (perché il vaccino può essere acquistato in farmacia solo con prescrizione medica). Un medico lo prescrive, il cliente lo compra e chi è che fa questa iniezione? Il medico? O forse la nonna, la mamma o la portiera? Vorremmo aiutare i medici mettendo a disposizione una struttura con un infermiere. Sarà meglio questo che non ‘mi ha vaccinato un amico'. Anche perché il medico come fa a vaccinare tutti? Non ce la fanno. Facciamo anche i drive in per i vaccini?".