Muore per un tumore diagnosticato in ritardo con infezioni ospedaliere: Campus Biomedico citato in giudizio

Sarebbe morto per altre patologie un paziente deceduto per infezioni ospedaliere. È questa l'ipotesi con la quale l'avvocato Renato Mattarelli ha citato in giudizio il Campus Biomedico di Roma. Il legale che assiste i famigliari del paziente chiama in causa il Policlinico davanti al Tribunale di Roma per l’udienza fissata al primo luglio 2026. L'uomo in questione è un settantenne di Anzio morto nel 2022 per uno shock settico.
I famigliari del paziente settantenne deceduto hanno voluto fare chiarezza sui fatti, facendosi assistere dall'avvocato Mattarelli. "Nonostante nella cartella clinica del Campus Biomedico relativa al lungo ricovero da maggio a dicembre 2021 siano annotate diverse infezioni ospedaliere, di sepsi e shock settico il certificato necroscopico parla di una morte per recidiva tumorale – spiega il legale – È vero che il paziente è entrato per una recidiva tumorale, ma è anche vero che la prima TAC registrava l’assenza di un tumore e che invece, solo dopo pochissimi mesi, una seconda TAC registrava un tumore ad uno stadio avanzato.
Ciò significa che il referto della prima Tac era evidentemente errato! È pertanto evidente l’errore e il ritardo diagnostico della recidiva tumorale che ha comportato una serie di interventi chirurgici invasivi che, se effettuati ad uno stadio poco avanzato del tumore, non avrebbero comportato una vera e propria demolizione dei diversi organi". La famiglia chiede chiarimenti dopo il primo intervento demolitivo del tumore oramai allo stadio avanzato, al quale sono seguiti interventi correzione chirurgica con perforazione intestinale e un intervento per la riapertura della ferita chirurgica.
Il Campus Biomedico è chiamato in giudizio davanti al Tribunale di Roma quindi a rispondere di una serie di errori diagnostici e chirurgici da cui si presume diano derivate le infezioni e lo shock settico. L'avvocato spiega infatti come "anche volendo considerare le infezioni contratte dal congiunto dei propri assistiti, come non idonee singolarmente a provocare la morte, è in dubbio che la sepsi e lo sepsi settico hanno contribuito sensibilmente, con la patologia di ricovero, a provocare il decesso del paziente".