10 Settembre 2021
17:30

Multa ad Atac e Comune di Roma per un milione di euro: violata la privacy degli automobilisti

Multa di oltre un milione di euro per Roma Capitale, Atac e il subfornitore Flowbird srl. Il Garante per la privacy sanziona il nuovo sistema di gestione dei parcheggi nella capitale. Dati sensibili di migliaia di automobilisti senza adeguata protezione: gli addetti al controllo avrebbero potuto rintracciare luoghi di sosta e abitudini dei cittadini tramite una app.
A cura di Luca Ferrero

Non hanno tutelato i dati degli automobilisti che hanno parcheggiato in città. Roma Capitale, Atac Spa e Flowbird Italia srl sono stati multati per più di un milione di euro dal Garante della privacy. L'autorità per la protezione dei dati personali ha riscontrato gravi mancanze da parte di tutti e tre gli attori coinvolti nella gestione dei nuovi parchimetri. Informazioni sensibili erano potenzialmente visibili al personale addetto al controllo del parcheggio che, tramite le targhe, avrebbe potuto rintracciare abitudini e luoghi frequentati dagli automobilisti.

Mancanze e irregolarità nel sistema dei nuovi parcometri

Tutto è partito dall'istruttoria aperta dal Garante in seguito alla segnalazione di un cittadino sul cattivo funzionamento dei parchimetri introdotti nel 2018. Atac Spa, che gestisce i parcheggi per il Comune, aveva introdotto un sistema centralizzato, accessibile con una app anche al personale di controllo. Una parte della strumentazione necessaria era stata erogata da un'altra società, la Flowbird Italia srl. L'obiettivo era quello di erogare servizi aggiuntivi ai cittadini e offrire nuove modalità di pagamento del parcheggio, anche mediante il numero di targa dell'automobile. All'innovazione tecnologica, però, non è seguita un'adeguata attenzione ai dati degli utenti. L'Autorità ha riscontrato mancanze e irregolarità in tutta la filiera del trattamento dei dati.

Una multa salatissima per sanzionare un sistema pieno di falle

La prima irregolarità riguarda il rapporto tra Comune ed Atac. Roma Capitale non ha dato alla società di trasporti alcuna istruzione necessaria sul trattamento dei dati, né aveva nominato la Atac Spa responsabile. A sua volta, il subfornitore Flowbird non è stato istruito su come comportarsi con i dati né ha ricevuto un incarico formale. Insomma, in tutto il progetto dei nuovi parchimetri non è stato seguito nessun principio di protezione dei dati: niente registro dei trattamenti, nessuna definizione dei tempi di conservazione, nessuna misura di sicurezza adottata. La sanzione è durissima: 800mila euro a Roma Capitale, 400mila ad Atac e 30mila a Flowbird Italia srl.

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