Michela Andretta muore durante un’operazione all’orecchio a 28 anni, tre medici indagati per omicidio colposo

Errori nella diagnosi e nella terapia. Questa l'ipotesi avanzata dagli avvocati Martina Colella e Vincenzo Comi, legali della famiglia di Michela Andretta negli scorsi mesi, quando si era palesata la possibilità di archiviare il caso. Invece per la morte della giovane, una ventottenne romana, sono ancora tre medici ad essere indagati. La Procura contesta l'omicidio colposo: secondo il medico legale che si è occupato delle perizie sul corpo della ragazza, il decesso potrebbe essere stato causato da un errore avvenuto nell'applicazione della mascherina per l'ossigeno durante l'intervento. Una negligenza di cui tre camici non si sarebbero accorti.
Andretta si era sottoposta all'operazione il 3 maggio 2024 per rimuovere un angioma all'orecchio sinistro. Si sarebbe dovuto trattare di un intervento di routine, ma per la giovane è stat fatale. Nel frattempo sono proprio i medici che, tramite l'avvocato Cesare Piarino, respingono con forza questa possibilità: saranno ascoltati nelle prossime settimane.
La richiesta di archiviazione, poi la svolta
Coma anticipato, le nuove indagini sono scattate dopo la richiesta di archiviazione sopraggiunto dopo che, stando all'autopsia, era emerso un problema al miocardio "non ipotizzabile" collegato a una complicanza che secondo il medico legale sarebbe stata trattata nei modi corretti, come riporta l'edizione romana de il Messaggero.
"Impossibile dimostrare la sussistenza di comportamenti colposi dei medici causalmente collegati alla morte", avevano dichiarato gli inquirenti dopo gli esami autoptici e, così, era stata richiesta l'archiviazione in cui veniva precisato che i medici avevano scambiato un'alterazione del tono vagale per un'embolia polmonare. Una circostanza smentita dai consulenti del pm che sostenevano quanto, invece, i medici avessero contrastato il tragico evento in modo tempestivo.
Come anticipato all'inizio dell'articolo, invece, per i legali della famiglia di Andretta l'errore sarebbe stato nella diagnosi e, di conseguenza, nella terapia. I medici, nella pratica, avrebbero somministrato eparina al posto di trombolitici. Per i pm le sostanze somministrate sarebbero state "ininfluenti rispetto al decesso". Ma il giudice intanto aveva già accolto l'opposizione alla richiesta di archiviazione e disposto nuove indagini.
Morte Michela Andretta, le nuove indagini
Dopo ulteriori esami e la nomina di nuovi consulenti sono state riaperta nuove indagini. Ad essere indagati sono sempre tre medici, ma sono i dettagli di quanto emerso che cambiano l'intero quadro della situazione: non sono stati riscontrati problemi di salute pregressi della giovane ed è stato ipotizzato un errore materiale dell'equipe che sembra essere compatibile con il tracollo delle condizioni della giovane e del suo decesso. Si tratterebbe, come specificato in precedenza, del posizionamento della mascherina.