Medico aggredito da un paziente all’ospedale Vannini: gli ha fratturato una vertebra, è grave

Ennesima aggressione ai danni del personale sanitario a Roma, all'ospedale Vannini nel quadrante est della Capitale, dove un medico di 46 anni è stato aggredito da un paziente nella mattina di oggi, mercoledì 21 gennaio 2026. L'uomo è arrivato in pronto soccorso fra le ore 6 e le 6.30: si trovava in stato confusionale, probabilmente alterato da sostanze stupefacenti. Dopo un paio di ore il paziente si è scagliato contro il medico e lo ha aggredito con violenza. Al termine della colluttazione fra i due, il medico è stato immediatamente trasferito al pronto soccorso del presidio sanitario in cui lavora, dove è stato sottoposto alle prime cure e si trova tuttora.
Secondo quanto emerso dalle prime visite e consultazioni, ha riportato la frattura scomposta di una vertebra, con almeno un mese di prognosi. Non è escluso, inoltre, che debba essere sottoposto a un'operazione.
La reazione della Cgil: "Servono maggiori controlli"
"Da anni chiediamo maggiori controlli in questo ospedale, sia per tutelare i pazienti che i lavoratori – ricorda a Fanpage.it Roberto Scali, Segretario Sanità Privata FP CGIL Roma Est – Nella struttura è presente un gabbiotto, ma è vuoto. Noi già abbiamo fatto segnalazioni alla prefettura negli anni scorsi, ma non si riesce a far mettere un posto di polizia fisso. Nel frattempo, però, continuano episodi di questo genere, è una situazione complicata ma molto grave".
Nel frattempo il dottore resta in pronto soccorso. "Ho avuto modo di sentire al telefono l'operatore aggredito. Stava sotto sedazione e si trovava in uno stato un po' confusionale, probabilmente ancora provato da quanto ha subito. Mi ha detto che è stato aggredito e che era in attesa dell'esito dei consulti chirurgici – spiega ancora – L'atto è da condannare, ma soprattutto denunciamo che quei lavoratori sono lasciati senza tutele. Ci sarebbe bisogno di una tutela da parte della polizia giudiziaria. Il presidio c'è già, manca qualcuno che lo abiti".
"Non un episodio isolato"
A rendere noto i fatti, proprio la FP CGIL Rieti, Roma Est e Valle dell’Aniene che ha diffuso una nota per esprimere vicinanza al lavoratore aggredito. "Non è un episodio isolato, solo nel 2025 si contano più di ventimila casi di violenza su tutto il territorio nazionale. Si tratta di un problema cronico e sistemico. Una triste costante per chi quotidianamente con fatica, spesso in contesti di carenza di organico e sovraffollamento dei servizi di emergenza, garantisce il diritto alle cure a tutte le cittadine e i cittadini. Il personale sanitario si trova a operare in condizioni di insicurezza incettabili, esposto a violenza fisiche e verbali – scrivono – Denunciamo con forza l’aggressione, ma siamo consapevoli che è solo la riprova del fallimento di un sistema che continua a non garantire le adeguate misure di prevenzione e sicurezza per chi lavora. Chiediamo una vera presa di responsabilità da parte dell’istituzioni competenti. Gli slogan e le promesse non bastano se migliaia di lavoratori e lavoratrici vivono con l’angoscia di una aggressione".