A casa, proprio il periodo di Natale. Lavorano all'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) da oltre dieci anni ma, come spesso accade, con contratti precari e a termine. Per loro quella fine sta arrivando: nonostante le richieste, gli scioperi e le rivendicazioni, il contratto che scadrà il 31 dicembre 2020 al momento non sarà rinnovato. E così, dal primo gennaio, i lavoratori che forniscono consulenze al ministero della Salute si troveranno senza un impiego. In piena crisi economica e in piena pandemia da coronavirus. L'emendamento di Liberi e Uguali alla Legge di Bilancio che avrebbe dovuto stabilizzarli è stato bocciato nonostante il supporto dello stesso ministro della Salute Roberto Speranza. Secondo la Funzione Pubblica, infatti, i precari Agenas non possono rientrare nella cosiddetta ‘Legge Madia'.

Il presidio sotto il ministero della Salute

Ieri mattina i precari storici hanno indetto un presidio davanti al ministero della Salute. Il quarto in ordine di tempo, per chiedere soluzioni concrete e tempestive a una situazione che rischia, dal primo gennaio, di diventare drammatica. Presenti al presidio, anche le sigle sindacali che supportano i lavoratori in questa battaglia. "Il ministero si è detto disponibile a incontrare una delegazione di precari – spiega il sindacato Camere del lavoro autonomo e precario – E il ministro Speranza si è detto disponibile a trovare una soluzione. Nei prossimi giorni sarà convocato un tavolo di confronto tecnico-politico con Domenico Mantoan, direttore generale di Agenas, in merito al quale ci attendiamo un riscontro tempestivo. Così come pare evidente che il Decreto ‘Milleproroghe' possa essere un veicolo normativo appropriato per stabilizzare immediatamente i 70 precari".

Fratoianni: "Inaccettabile e ingiusto che perdano il lavoro"

E intanto Nicola Fratoianni si è detto amareggiato per la bocciature dell'emendamento che avrebbe permesso di stabilizzare i precari. "Se nulla succede – ha dichiarato il deputato in una nota – i 70 precari saranno senza lavoro dal 1 gennaio prossimo. Come già sottolineato, è a dir poco paradossale che, nel pieno della pandemia, personale qualificato che da anni – nonostante i contratti precari – con dedizione e professionalità garantisce consulenza e supporto tecnico al Ministero della Salute, proprio adesso, rischi il posto di lavoro. Paradossale e ingiusto, perché ingiusto è rimanere senza lavoro nel contesto drammatico della crisi economica e occupazionale prodotta dal COVID-19. Ancora più inaccettabile perché, proprio ora, il potenziamento della Sanità pubblica e in generale della Pubblica Amministrazione e' obiettivo del tutto fondamentale. Mi batterò da subito, e nei prossimi giorni, affinché emerga quanto prima una soluzione per riparare al torto che lavoratrici e lavoratori stanno subendo".