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Aggiornamenti sul caso Emanuela Orlandi

La sorella di Mirella Gregori lancia un appello in tv: “L’amica Sonia sa più di quanto dice”

“Chi sa, parli e si liberi la coscienza – ha dichiarato in televisione Maria Antonietta Gregori, sorella di Mirella – Anche Sonia, una delle sue amiche più strette, secondo me sa qualcosa in più di ciò che dice”.
A cura di Beatrice Tominic
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La sorella di Mirella Gregori, Maria Antonietta, ospite a Verissimo.
La sorella di Mirella Gregori, Maria Antonietta, ospite a Verissimo.
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"Chi sa qualcosa parli, si liberi la coscienza. Anche in forma anonima e anche dopo quaranta anni. Lo deve a Mirella e lo deve alla famiglia. Che, come diceva mia madre, non può neanche piangerla davanti ad una tomba". Questo l'appello lanciato da Maria Antonietta Gregori, la sorella di Mirella, l'adolescente scomparsa nel maggio del 1983, un mese prima di quella di Emanuela Orlandi, ospite nella trasmissione televisiva Verissimo. Nel corso della commissione bicamerale d'inchiesta sul caso di Emanuela Orlandi, per cui è atteso il voto proprio in queste ore, si svolgeranno indagini anche sul caso della scomparsa di Gregori.

"Secondo me sapeva qualcosa in più anche Sonia, una delle amiche più strette di Mirella, che stava praticamente tutti i giorni a casa nostra – ha continuato – Fra le tante persone che si sono allontanate da noi, forse per paura di essere giudicate o interrogate, c'è anche lei. Non è più salita in casa". Poi ha esposto uno dei dubbi che la attanaglia da quattro decenni: "Secondo me sapeva qualcosa in più, qualcosa che non ha voluto dire. Forse è stata intimorita. Non ho idea di cosa sappia, forse sapeva chi incontrava Mirella, forse le ha detto qualcosa in più rispetto a ciò che diceva a noi".

"Sonia sa qualcosa in più: che parli"

Dopo la scomparsa di Emanuela Orlandi, il papa ha parlato rivolgendosi anche alla famiglia Gregori per manifestare la sua vicinanza per entrambi i casi di scomparsa. "Una volta è venuto a casa nostra. Mentre lo stavamo aspettando, mia mamma ha riconosciuto fra gli uomini della scorta una persona che aveva visto parlare svariate volte con Mirella e l'amica Sonia, sotto casa. Ne è rimasta turbata e il giorno dopo è tornata in caserma per raccontare quanto visto". Gli inquirenti, però, non avrebbero approfondito.

"Mia madre non è stata chiamata subito per il confronto, ma otto anni dopo quando, ormai, era già malata. Quando l'ho accompagnata fino all'ultimo istante era convinta che fosse lui, quando è uscita mi ha detto di no: non so che cosa sia successo, se abbia avuto paura per me, se sia stata minacciata. Sono cose che penso, ma restano senza risposta. E perché non è stata chiamata prima?", si chiede ancora oggi Maria Antonietta.

"Appena rientrata dal lavoro sono andata da Sonia, che stava tutti i giorni a casa nostra: aveva appuntamento a Porta Pia per poi andare a Villa Torlonia a suonare la chitarra. Ma Mirella non suonava, né aveva amici che la suonava. Sono rimasta interdetta, ma non ha saputo dirmi altro – ha spiegato – Le prime indagini le abbiamo fatte i miei amici, il mio ragazzo ed io. Ci siamo fatti aprire Villa Torlonia, che all'epoca era chiusa. C'erano degli scavi, ma nessuno è andato a vedere. Ho fatto il giro degli ospedali la notte stessa della scomparsa, avevo promessa a mia madre che l'avrei riportate a casa".

La scomparsa di Mirella Gregori 40 anni fa

Era il 7 maggio del 1983, dopo aver risposto al citofono Mirella è uscita di casa e non è più tornata. "Aveva un ragazzo che è venuto con noi, nei primi momenti dopo la scomparsa. Il ragazzo che si è presentato al citofonato era un altro, Alessandro. Lui precedentemente piaceva a Mirella, ma non era mai stata ricambiata. Ma ad oggi non si conosce la vera identità della persona che le ha chiesto di uscire – ha ricordato Gregori – Mirella si è fidata. Ed è stata tratta in inganno: lo abbiamo sempre saputo. Mia madre ha sempre detto che è stata inghiottita dalla terra. Nessuno sa niente, nessuno ha visto niente". Negli anni successivi soltanto sciacalli e depistaggi.

Le persone sospette il giorno prima nel bar

Le due sorelle erano molto legate: "Ballavamo insieme, ero adolescente anche io: certe volte mi dico che sarebbe stato meglio fossi stata già grande, per aiutare i miei genitori", ha continuato a spiegare Gregori a Silvia Toffanin. "Il giorno prima della scomparsa, quando si è tenuta la festa di inaugurazione del bar della famiglia Gregori, appena ristrutturato, sono entranti nel locale due uomini: si sono scambiati delle occhiate, sembrava volessero fotografare Mirella. E sono stati mandati via da mia madre. Il giorno dopo è scomparsa".

L'ipotesi dell'allontanamento volontario

Subito dopo la scomparsa, gli inquirenti hanno ipotizzato un allontanamento volontario. "Noi l'abbiamo escludo subito. Eravamo una famiglia normale e aperta, Mirella aveva tanti amici: non aveva bisogno di sotterfugi per uscire, bastava avvertisse, avevamo sempre i gettoni con noi". La convinzione per Gregori, dopo quaranta anni, resta sempre la stessa: "Secondo me non è stato fatto abbastanza: Mirella non è stata cercata subito, hanno continuato a pensare che si trattasse di una scappatella. Ma mia madre sapeva che non poteva essere così, quindi aveva iniziato ad andare tutti i giorni in commissariato, di fronte a casa. Finché non la mandavano via. Quando è morta, mi ha lasciato il compito di ritrovare mia sorella. E io dopo più di quaranta anni dalla scomparsa, continuo a non darmi pace".

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