Luciano Quaglieri, 47 anni, infermiere del pronto soccorso dell'ospedale San Filippo Neri di Roma, è morto di Covid-19 dopo oltre dieci giorni di agonia. Lascia le sue figlie e la moglie, infermiera anche lei e anche lei impegnata nella lotta al nuovo coronavirus. Il neurochirurgo Shahram Shekrat lo ha definito affettuosamente "un gigante di due metri, uno degli angeli del San Filippo". E il dipartimento di Salute Mentale della Asl Roma 1 lo ha ricordato come un "colosso, sapeva sempre come prendere le persone, era amato da tutti".

La petizione: "Un'ala del San Filippo Neri sia intitolata a lui"

Proprio il dottor Shekrat ha proposto di intitolare un'ala del San Flippo Neri all'infermiere scomparso. Così il suo nome sarà per sempre legato all'ospedale per cui tanti anni ha lavorato. Per questo ha lanciato una petizione su Change.org, che hanno firmato già quasi 4mila persone: "Migliaia di lavoratori della Sanità Pubblica si prodigano, spesso volontariamente, a curare i pazienti colpiti dal coronavirus. Spesso operano in condizioni estreme. Troppo di frequente arrivano a sacrificare la propria vita. Non c’è indennità né premio sufficienti a rendere onore a questi eroi. Era un eroe come e più di tanti altri suoi colleghi". Il suo sacrificio, continua il dottor Shekrat, dovrebbe essere reso noto a tutti i pazienti che entrano al San Filippo Neri, che per questo dovrebbe intitolare un'ala in suo onore: "Non dimenticare chi, quotidianamente si sacrifica in silenzio per noi, vuol dire rompere quel silenzio e dimostrare la propria riconoscenza trasformando il luogo del sacrificio in un monumento". Tantissimi colleghi hanno già apposto la loro firma alla petizione.