Assolto perché mancava la segnaletica stradale e perché l'anziana che aveva investito aveva attraversato col rosso. Un uomo di 48 anni, manager di una società americana, era stato accusato di omicidio stradale dopo che il 22 agosto del 2015 aveva investito una pensionata di 79 anni su via Tuscolana, all'altezza di via Nocara. Lo riporta il Messaggero. L'impatto col Suv guidato dall'uomo era stato fatale alla signora, deceduta a causa della gravità delle ferite riportate. L'uomo è stato assolto perché non è stato possibile provare, oltre ogni ragionevole dubbio, che avrebbe potuto evitare la vittima. Il tratto di strada era sprovvisto di segnaletica e non era indicato il limite di 50 km/h da rispettare in quel tratto. Secondo la perizia effettuata sul luogo dell'incidente, l'uomo avrebbe avuto solo due secondi per evitare l'impatto, ammesso che guidasse tra i 47 e i 60 km/h.

A deporre in aula anche Emanuel Habib, professore universitario di fisica e tecnica all'Università la Sapienza di Roma. Il docente ha sottolineato la complessità del caso in esame e della dinamica dell'investimento, avvenuto in un centro urbano. "Effettivamente la mappa lo riporta come tale – ha spiegato Habib – Nel tratto quindi ci sarebbe dovuto essere il segnale di ‘inizio centro abitato'. Di fatto questo pannello non c'è, quindi gli utenti della strada, a meno che non abbiano studiato le deliberazioni del Comune, non lo possono sapere". Senza contare che, sempre secondo il docente, "la strada poteva far desumere che il limite fosse 90 km/h, considerate le due carreggiate separate, una per senso di marcia a due corsie, il guardrail a tripla onda con la barra anti-motociclista come nei tratti extra urbani".