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Incidente tra bus e treno sulla Roma-Viterbo: barriere chieste da Atac nel 2014, lavori mai partiti

Lo scontro tra bus e treno sulla linea Roma-Viterbo molto probabilmente era evitabile: già nel 2014 era stato richiesto un finanziamento regionale per mettere in sicurezza i passaggi a livello della tratta.
A cura di Luca Teolato
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L’incidente tra il treno e il pullman Cotral
L’incidente tra il treno e il pullman Cotral

La collisione del 19 marzo scorso tra un bus e un treno della Roma-Viterbo molto probabilmente si sarebbe potuta evitare. Per mettere in sicurezza il passaggio a livello senza barriere, dove è avvenuto l’impatto tra i due veicoli, già nel 2014 la municipalizzata dei trasporti capitolini Atac, che allora gestiva la linea ferroviaria, aveva chiesto un finanziamento alla Regione Lazio. La somma sollecitata era finalizzata alla messa in sicurezza di tutti i passaggi a livello della Roma-Viterbo. Nel dettaglio Atac, nell’agosto del 2014, aveva chiesto fondi per installare una segnalazione ottico-acustica per sette passaggi a livello, gestiti solamente con la croce di sant’Andrea, chiuderne tre e inserire le barriere in ben 17 attraversamenti ferroviari, compreso quello nel quale è avvenuto lo scontro tra il bus e il treno lo scorso 19 marzo. La procura di Viterbo, visto anche che ci sono stati cinque feriti, ha aperto un fascicolo per appurare eventuali responsabilità sulla causa dell'incidente ferroviario, e le aziende regionali che gestiscono l’infrastruttura e il servizio hanno svolto degli accertamenti sul caso.

I soldi sono arrivati nel 2014?

Per l’installazione delle sbarre nei 17 passaggi a livello Atac aveva chiesto all’area “10 – Trasporto Ferroviario e ad Impianti Fissi” della Direzione regionale territorio, urbanistica, mobilità e rifiuti, un milione e 700mila euro ma non è dato sapere se questi fondi siano arrivati o meno. Atac ora è fuori dai giochi, avendo ceduto nel 2022 il ramo d’azienda a due società partecipate della Regione: Astral che gestisce ora l’infrastruttura ferroviaria, e Cotral, azienda di trasporto pubblico extraurbano che ne gestisce il servizio. Abbiamo quindi chiesto dei chiarimenti alla Regione Lazio ma non abbiamo ottenuto alcun riscontro. La stessa domanda Fanpage l’ha posta ad Astral, che appunto nel luglio 2022 è subentrata ad Atac, senza ottenere lumi sulla questione. O meglio, dalle dichiarazioni di Astral si evince che questi finanziamenti nel 2014 non sono mai arrivati ad Atac perché l’azienda regionale ha dichiarato in una nota che “i lavori per mettere le barriere in tutti i passaggi a livello della linea Roma-Civita Castellana-Viterbo sono iniziati appena sono stati disponibili i finanziamenti regionali. In particolare, con un investimento di circa 6,8 milioni di euro, entro marzo 2027 verranno installate le barriere su tutti i passaggi a livello di questa ferrovia”. Nessun dettaglio sul finanziamento richiesto nel 2014 all’area “10 – Trasporto Ferroviario” della Regione diretta al tempo da Carlo Cecconi, nel 2021 promosso a “Direttore Infrastrutture Ferroviarie, Grandi Opere e Trasporto Pubblico Locale” proprio in Astral. Sicuramente anche la Regione avrebbe potuto spiegare meglio cosa è accaduto nel 2014 ma non abbiamo ottenuto risposte.

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Il carteggio tra Atac e Regione

Nel gennaio del 2014 il direttore di Esercizio di Atac invia all’area “10-Trasporto Ferroviario e ad Impianti Fissi” della Regione Lazio, con a capo Cecconi, un report dettagliato sui problemi di sicurezza dei passaggi a livello della tratta Roma-Viterbo. Nella missiva la situazione viene definita “delicata e complessa” e si sottolinea che bisogna procedere alla eliminazione dei passaggi a livello “ove sussiste una viabilità alternativa” e, per gli altri, alla “installazione di barriere”. Il direttore a tal proposito nella nota redige anche una sorta di classifica degli incidenti accaduti dal 2007 al 2014 sulla tratta ferroviaria, 39 in tutto, due anche al passaggio a livello dove è avvenuto lo scontro il 19 marzo scorso. Il problema della sicurezza degli attraversamenti ferroviari della Roma-Viterbo era emerso perché, poco tempo prima era accaduto un grave incidente all’altezza di un altro passaggio a livello senza barriere, dotato solamente di un dispositivo di segnalazione ottico-acustica. Il carteggio tra Atac e Regione va avanti e ad agosto dello stesso anno Atac chiede all’area “10 Trasporto Ferroviario” diretta da Cecconi un finanziamento di un milione e 700mila euro per “l’inserimento di barriere” su 17 passaggi a livello che ne erano sprovvisti, tra cui quello dove è avvenuto l’incidente del 19 marzo scorso che, allora come oggi, era dotato solamente di un Soa, dispositivo di segnalazione ottico-acustica. Una richiesta che a quanto pare è rimasta lettera morta visto che nulla è stato fatto finora.

Abbiamo chiesto un commento sul ruolo di Cecconi alla Regione Lazio visto che, in qualità di dirigente dell’area “10 Trasporto Ferroviario e ad Impianti Fissi” nel 2014, e per molti anni a venire, era il principale responsabile del finanziamento in questione per la messa in sicurezza dei passaggi a livello sulla tratta Roma-Viterbo. Un parere a nostro avviso doveroso, visto anche che da luglio 2022 la gestione della tratta ferroviaria è passata ad Astral e Cecconi nel 2021 è stato promosso a “Direttore Infrastrutture Ferroviarie, Grandi Opere e Trasporto Pubblico Locale” proprio in Astral. La Regione però non ha risposto. Astral, interpellata da Fanpage, si è limitata a sottolineare che “l’ingegner Carlo Cecconi è un validissimo direttore di Astral, che sta seguendo con attenzione ed efficacia molti grandi progetti dell’azienda. I vertici di Astral esprimono fiducia e soddisfazione per l’operato dell’ingegner Cecconi”.

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