Incendio nell’ex industria a Bagnoregio, allerta nube tossica: il sindaco vieta le attività all’aperto

Un incendio è divampato ieri lunedì 23 marzo allo stabilimento industriale dismesso ex Alta a Bagnoregio, in provincia di Viterbo. Per tutta la giornata e nella notte fra ieri e oggi i vigili del fuoco hanno lavorato per domare le fiamme. La situazione al momento è sotto controllo, ma il sindaco Luca Profili ha emanato un'ordinanza con varie misure restrittive nel raggio di due chilometri, mentre nelle prossime ore l'Arpa, l'ente regionale per la qualità dell'aria, effettuerà delle misurazioni.
Incendio nel complesso ex Alta di Bagnoregio: possibili emissioni nocive
Il rogo si sarebbe sviluppato a partire dal tetto del complesso in località Capraccia dove si produceva materiale plastico. I vigili del fuoco sono ancora sul posto, ma una prima ipotesi è che qualcosa sia andato storto nel corso di alcuni lavori per la rimozione di amianto. Inoltre, nel capannone erano depositati vecchi indumenti e materiali sintetici che possono aver accelerato il rogo. È subito scattato l'allarme per le possibili emissioni nocive, mentre una nube nera si espandeva per chilometri nelle campagne circostanti.
Ordinanza del comune per limitare le attività all'aperto e non solo
Sul posto si è recato anche il sindaco di Bagnoregio, Luca Profili, che ha da subito raccomandato "a tutti i cittadini che vivono nelle vicinanze di tenere le finestre chiuse e di non consentire il passaggio di aria all’interno delle abitazioni". È già intervenuta anche Arpa, che ha posizionato i rilevatori della qualità dell'aria, ma bisogna ancora attendere per i risultati dei test. In via precauzionale è stata emanata l'ordinanza con disposizioni "a tutela della salute pubblica ambientale e animale".
Il Comune ha vietato lo stazionamento e il transito pedonale e veicolare, ha imposto l'obbligo per i residenti di rimanere in casa con porte e finestre chiuse, evitando di esporsi al fumo, il divieto di utilizzare climatizzatori e pompe di calore in quanto prelevano l'aria dall'esterno. Inoltre, non si può utilizzare acqua superficiale stagnante, bisogna tenere in casa gli animali domestici e limitare le attività all'aperto in generale.
Obblighi anche per la società proprietaria
"Al momento si evidenzia la presenza di fumi tossici con dispersione, che determina la necessità di misure precauzionali immediate, rilevato che sussistono esigenze di protezione della salute pubblica (prevenzione esposizione a fumi potenzialmente tossici), incolumità pubblica (evitare rischi per la popolazione) e sicurezza urbana (controllo area interessata)", si legge nell'ordinanza. Imposto anche l'obbligo alla proprietà, una società di recupero materiali, di bonificare l'area e rimuovere tutti i residui dell'incendio a proprie spese. A prova di ciò, dovrà inviare una relazione tecnica entro dieci giorni, oltre naturalmente a interrompere i lavori sull'edificio colpito e su quelli circostanti.