L'aveva già anticipato ieri l'assessore Alessio D'Amato, ma ora è ufficiale: il Lazio resterà anche questa settimana in zona arancione e non passerà in zona rossa. Tutti i dati sono i miglioramento, anche se i reparti ospedalieri continuano ad essere sotto pressione e il tasso di occupazione dei posti letto, sia ordinari che di terapia intensiva, è tuttora sopra la soglia critica. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ufficializzerà a breve che il Lazio resterà in zona arancione dopo la riunione con il Comitato Tecnico Scientifico e con la Cabina di regia. Fino al 30 aprile, ricordiamo, le Regioni non potranno passare in zona gialla anche se i dati lo prevedessero.

I dati: indice Rt in calo a 0.9

L'indice Rt, che misura la contagiosità del virus, è in lieve calo e si attesta attualmente nel Lazio a 0.9. In calo anche il tasso di incidenza dei casi ogni 100mila abitanti e anche il numero giornaliero dei contagi da coronavirus è in diminuzione. I reparti di terapia intensiva e quelli ordinari degli ospedali della rete Covid del Lazio, tuttavia, continuano ad essere affollati: ieri i pazienti ricoverati in terapia intensiva erano 382 e 3228 quelli ricoverati nei reparti di malattie infettive.

A livello nazionale l'indice Rt è in calo a 0.92 e l'incidenza scende a quota 185 casi per 100mila abitanti in sette giorni, rispetto ai 232 casi di una settimana fa.

Le regole del Lazio zona arancione

Le regole, almeno per questa settimana, non cambieranno: gli spostamenti saranno consentiti soltanto all'interno del proprio comune, i bar e i ristoranti potranno effettuare soltanto servizio da asporto e a domicilio, ma non al tavolo, i negozi potranno rimanere aperti fino alle 21 ed è confermato il coprifuoco dalle 22 alle 5 del giorno successivo.

Sono consentiti gli spostamenti verso le seconde case (anche se si trovano in regioni rosse o arancioni). In zona arancione sono consentite le visite ad amici o parenti ed è consentito spostarsi, una sola volta al giorno, verso un'altra abitazione privata dello stesso comune a un massimo di due persone oltre a quelle che abitano già nella casa di destinazione.