Il professor Vittorio Fineschi, professore ordinario di medicina legale dell'università Sapienza di Roma ha depositato la sua consulenza medico legale effettuata sul corpo di Gianmarco Pozzi, il 28enne trovato senza vita sull'isola di Ponza il 9 agosto scorso. Fineschi ha analizzato le foto scattate alla salma in obitorio, arrivando alla conclusione che la vittima avrebbe subito una brutale aggressione prima di precipitare nell'intercapedine dove è stato rinvenuto il suo corpo. In oltre 100 pagine di consulenza il professore Fineschi stila un lungo elenco di lesioni ed ecchimosi presenti sul corpo di Gianmarco Pozzi, ferite che secondo la difesa non sarebbero state riscontrate dal consulente del pubblico ministero e "rappresentano invece la prova che Gianmarco ha avuto una morte violenta". In particolare l'analisi si concentra molto su una profonda escoriazione presente sul ventre del ragazzo, compatibile secondo Fineschi con la lesione del corpo contro il muretto sovrastante il cunicolo dove è stato trovato poi il cadavere. Gianmarco avrebbe perciò avuto una colluttazione nei pressi dell'intercapedine, poi sarebbe stato schiacciato contro il muretto e gettato di sotto, quando ormai era esanime.

Lo scontro con la consulenza della Procura

Una consulenza totalmente diversa, specialmente nelle conclusioni, rispetto a quella presentata dalla dottoressa Daniela Lucidi, incaricata dal sostituto procuratore titolare dell'indagine, Beatrice Siravo. Il consulente della procura, nella sua analisi depositata i primi di dicembre, parla di lesioni compatibili con una caduta dall’altro. Inoltre secondo la dottoressa  Lucidi, Gianmarco si trovava in una condizione di intossicazione acuta da cocaina, aveva perciò assunto una quantità considerata compatibile con lo sviluppo di allucinazioni e deliri. Un elemento confermato dai coinquilini di Gianmarco che hanno raccontato agli inquirenti che il giovane sarebbe fuggito dalla finestra della loro abitazione, in preda alle allucinazioni provocate dal consumo di sostanze stupefacenti. Di diverso avviso è invece il consulente di parte, il quale esclude l'intossicazione acuta ma solo che fosse sotto effetto della cocaina. "Si può presumere che la morte violenta del Pozzi – conclude il professor Fineschi – abbia tutt'altra patogenesi lesiva, essendo ben suffragata l'ipotesi di una terza persona che dopo una colluttazione sia riuscita a costringere il Pozzi contro un muretto, così da provocarne la precipitazione e la morte".

Il papà di Gianmarco: "Ho pianto di felicità"

"Gianmarco è stato picchiato, soffocato contro un muretto e poi buttato nell'intercapedine". Usa questa estrema sintesi l'avvocato della famiglia Pozzi Fabrizio Gallo, per spiegare la perizia depositata dal loro consulente. "Speriamo che finalmente possa cambiare il quadro accusatorio e vengano riviste sotto un'altra luce tutte le testimonianze raccolte" ha aggiunto. "Oggi per noi è il giorno zero, finalmente siamo riusciti a dimostrare quello che diciamo da mesi – afferma al telefono Paolo Pozzi, il papà di Gianmarco, senza nascondere una forte emozione – Purtroppo la procura diceva il contrario ma noi siamo sempre stati certi che si trattasse di un omicidio. Oggi sono felice, ho pianto di felicità".