Il consigliere di FdI spiega i possibili brogli al referendum, scatta l’ironia social: “Sai come si vota?”

A pochi minuti dalla chiusura dei seggi per il Referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, dal Municipio III di Roma arriva la polemica. Il capogruppo di Fratelli d'Italia, Manuel Bartolomeo, sui social "denuncia possibili brogli elettorali" e parla anche di "truffa all'ufficio elettorale". La chiave dell'inganno, secondo il consigliere municipale, sarebbe nel rilascio della tessera elettorale, che non sarebbe "adeguatamente regolamentato nei casi di sostituzione per esaurimento degli spazi per i timbri o per deterioramento, mediante esibizione della vecchia tessera, né nei casi di smarrimento o furto, per i quali non viene richiesta la denuncia". In questo modo, dice Bartolomeo, un rappresentante di lista potrebbe "votare più volte, utilizzando deleghe differenti e nuove tessere elettorali". Sotto il video postato sui social, però, qualcuno gli fa notare che non è proprio così.
La denuncia del consigliere di Fratelli d'Italia
Non la denuncia di qualcosa di visto o documentato nella giornata di votazioni di ieri, ma solo la ricostruzione di un possibile escamotage che qualcuno potrebbe utilizzare non solo in questa, ma in tutte le votazioni referendarie, politiche e amministrative. "Credo sia arrivato il momento di regolamentare una volta per tutte questa falla amministrativa – conclude la nota di Bartolomeo -, anche alla luce del fatto che dal 17 marzo è possibile effettuare questa procedura online, ad esempio sul sito del Comune di Roma".
Leggi e regolamenti sull'argomento, però ci sono già, e valgono per tutta Italia. Fra i tanti commenti c'è chi è perplesso e chi lo sfotte: "Stai dando consigli ai delinquenti?", o anche "metti le mani avanti?". Ma risponde anche una dipendente dell'ufficio elettorale della Capitale, che in un commento scrive: "La tessera esce sempre con lo stesso numero di sezione e stesso seggio anche se viene stampata 10 volte. Inoltre ci sono le liste ai seggi dove ci sono i nomi dei votanti e se non sei nella lista non vieni ammesso al voto". Per quanto riguarda i rappresentanti di lista, ruolo per cui si sono candidati molti fuori sede così da esprimere il loro diritto di voto nella città in cui vivono ma non sono residenti, "se vuoi votare in una sezione che non è la tua è a discrezione del presidente del seggio che può inserirti nell'elenco aggiunto". Oltre alla discrezionalità del presidente, "se vieni inserito lì al tuo seggio di appartenenza viene data comunicazione tramite fonogramma o tramite le cabine e quindi non puoi votare in nessun altro seggio perché risulti già votante".
Cosa si rischia provando a votare più volte?
Nel caso in cui dovessero mancare comunicazioni tempestive, però, sul piano teorico questo broglio potrebbe concretizzarsi e nella pratica si sono verificati casi negli ultimi anni. Questo però in elezioni amministrative – come a Reggio Calabria nel 2020 – dove poche decine di voti possono contare molto e dove i brogli assumono contorni ancora più gravi, ad esempio con sostituzioni di persona o voti da parte di defunti. Al momento della consegna dei registri in Prefettura, quando gli elenchi elettorali vengono analizzati, emergono le doppie firme. Inoltre l'emissione ravvicinata di più tessere, soprattutto a ridosso di una votazione, da parte dell'anagrafe fa scattare controlli.
Da sottolineare, inoltre, che la legge è molto severa a riguardo. Qualora qualcuno venisse sorpreso a mettere in atto il broglio illustrato da Bartolomeo, potrebbe essere accusato di vari reati: voto plurimo, falso ideologico in atto pubblico per aver dichiarato di aver perso la tessera elettorale, truffa aggravata ai danni dello Stato e abuso della funzione, se si è rappresentanti di lista. Tradotto in pena sono vari anni di carcere, multe salatissime e anche interdizione dai pubblici uffici.