Gender pay gap a Roma e nel Lazio fino al 22%: “Applicare la legge regionale sulla parità salariale”

Sono state ore di mobilitazione quelle appena trascorse in occasione dell'8 marzo per la Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne, con la manifestazione di Non una di Meno e lo sciopero indetto per lunedì mattina.
"In occasione delle celebrazioni dell’8 marzo il governatore della Regione Rocca ha dichiarato che come Presidente della Regione Lazio continuerà a promuovere le pari opportunità, nonostante gli atti della sua Giunta e della maggioranza consiliare vadano in senso opposto e i dati sul gender pay gap continuino a restituirci un quadro di netto svantaggio per le donne", ha dichiarato la consigliera dem Eleonora Mattia.
I dati a Roma e nel Lazio sul gender pay gap
I dati, infatti, sono chiari: sebbene l'occupazione femminile nel 2024 a Roma sia aumentata fino a superare il 63% nella città, le donne continuano a guadagnare meno degli uomini anche quando svolgono lo stesso lavoro. In media, in particolare, un uomo guadagna oltre seimila euro in più di una donna, a parità di lavoro. Una dato che, nel settore privato, può aumentare fino al 22%. Di conseguenza, lo stipendio medio degli uomini nel Lazio supera 28.000 euro, mentre quello delle donne è circa 21.000 euro.
Gli uomini, inoltre, occupano la maggioranza delle posizioni dirigenziali e di responsabilità (62% dei quadri e oltre il 71% dei dirigenti), ma nelle società regionali la presenza femminile resta molto bassa e si aggira intorno al 22% dei componenti. Eppure le donne risultano mediamente più istruite degli uomini.
L'interrogazione in Regione Lazio della consigliera Mattia
A fronte di questo, la consigliera Mattia ha presentato al Presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonio Aurigemma, un'interrogazione a risposta immediata con oggetto gli interventi regionali per il raggiungimento della parità retributiva tra uomini e donne e il contrasto al gender pay gap.
"La Giunta Rocca dica quali misure e interventi stia realizzando al fine di attuare la legge regionale 7 del 2021 sulla parità retributiva e la parità di genere nelle nomine e designazioni di competenza regionale", è la richiesta della consigliera.
"Sono ormai tre anni che denuncio come, dall’insediamento della Giunta Rocca, la legge regionale per la parità retributiva risulti totalmente definanziata e giaccia sostanzialmente inattuata, nonostante avesse previsto una serie di misure volte ad assicurare la parità di trattamento e le pari opportunità tra donne e uomini in tutti i campi, compresi quelli dell'occupazione, del lavoro e della retribuzione – ha dichiarato – La Regione per prima non ha garantito il rispetto della parità di genere nelle nomine né la trasparenza dei relativi dati, dal momento che su 63 componenti di 51 società, 49 sono figure maschili e appena 14 femminili, con percentuali rispettivamente del 78 e 22%, mentre la norma regionale imporrebbe che nessuno dei due generi sia in misura superiore a due terzi dei posti disponibili", sottolinea ancora dopo aver raccolto i dati. "La Giunta Rocca non si fermi alle dichiarazioni di rito ma passi dalle parole ai fatti applicando la legge regionale sulla parità retributiva", conclude poi.